Suicidi al sorgere del sole. La seconda indagine del commissario Vega di Antonio Infuso

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Titolo: Suicidi al sorgere del sole. La seconda indagine del commissario Vega

Autore: Antonio Infuso

Editore: Intrecci Edizioni

Data di pubblicazione:  16 febbraio 2018

Genere: Giallo

Pagine: 248

Formato:  Ebook €3,99 – Cartaceo €14,00

Sinossi

Il suicidio di dieci uomini, ognuno preceduto dall’omicidio di una donna, all’alba di un solstizio o di un equinozio. Da tempo la Omicidi di Torino è inutilmente a caccia del regista del tragico rituale. L’ultima speranza è Stefano Vega, l’ex-commissario che – dopo la vicenda “Montesi/Grandi” – vive a Cuba con Irene Loi e Sergio Lama, ex poliziotti della sua squadra. Un accordo tra autorità cubane e italiane costringe Vega a tornare a Torino. Con Irene, Sergio, Carmelo (suo ex collega e amico), Iannuzelli (suo vecchio informatore) e il giovane commissario capo della Omicidi, Davide Cavallero, Vega inizia una disperata lotta contro il tempo. Si addentrerà nel cuore nero dell’animo umano e si vedrà costretto a varcare i confini etici. Nell’eterna battaglia tra il bene e il male, occorre fare scelte drastiche e discutili. Il tempo per gli scrupoli e i ripensamenti è scaduto nell’orologio morale di Stefano. E la giustizia, quella vera, ha sempre necessità di una spinta cinica ma onesta. Il perdono è un lusso, in una Torino bella e dannata. E Vega questo lusso non se lo può permettere.

Con la consueta scrittura diretta e incisiva e il trascinante ritmo -– nell’azione e nei dialoghi – che avevano contraddistinto il suo romanzo d’esordio (“Il commissario Vega – Indagine di sola andata”), decretandone il bel successo, Antonio Infuso torna a raccontare le perizie del suo poliziotto. Un uomo ironico, cinico, melomane, irrispettoso delle regole, a volte poco etico ma certamente onesto e con un profondo senso della giustizia. Ambientato in una Torino invernale, bella, dolente e a suo modo protagonista altra, come la musica, “Suicidi al sorgere del sole” si dipana come una sinfonia noir. Con continui colpi di scena, sorprese, compromessi, sensualità e violenza unita a sprazzi romantici al confine del magico. Un’indagine rocambolesca, con risvolti tragici e tesa a scandagliare il cuore nero ma anche l’animo sensibile sia dei vari personaggi invischiati nell’inchiesta e sia della squadra di Vega oltreché, naturalmente, del protagonista. Un personaggio che aveva già conquistato i favori del pubblico con la prima indagine. Vega è il più americano, in senso chandleriano, dei poliziotti italiani.

Recensione a cura di Giunia Fagiolini

Torna il commissario Vega in questa seconda indagine-rompicapo che solo lui è in grado di risolvere: Suicidi al sorgere del sole. La seconda indagine del commissario Vega questa volta pubblicato dalla Intrecci Edizioni.
Il nostro intuitivo commissario deve rifare le valige per tornare in Italia, lasciando momentaneamente l’isola incantata di Cuba, dove si era stabilito con la fedele squadra, dopo la prima, e completamente fuori dalle righe, indagine. Una volta atterrato nel Bel Paese si troverà davanti a un vero e proprio enigma: ogni solstizio si verifica il misterioso suicidio di un uomo in concomitanza dell’uccisione di una figura femminile ad esso collegata.
Vega non si lascia intimorire da questo caso che sembra irrisolvibile ma con il suo fiuto, l’aiuto di Fabiana, giovane e bella criminologa e il supporto di Loba, una specie di angelo custode canino, riesce a venirne a capo…

Vega, estrasse dalla tasca del giaccone, un libro: «L’ho scelto mentre eri sotto la doccia. È per te. Ho scritto una breve dedica».
Fabiana mostrò tutto l’entusiasmo e la gratitudine di un sorriso ventenne. Cercò la pagina con le parole di Stefano.
“A una luce fugace e bellissima. Altrove, tra un tramonto e un’alba. Stefano”.
«Grazie. Un giorno anch’io sarò un commissario di polizia. E disporrò dei mezzi per fare una cosa».
«Che cosa?».
«Cercarti e trovarti, Stefano Vega», sussurrò nascondendo la commozione.
«A quel tempo potrei essere troppo vecchio».
«Allora, farò in fretta».
Accarezzò Loba: «Ciao, bella. Abbi cura del tuo padrone».

Antonio Infuso è riuscito anche questa volta a stupirmi e a travolgermi con un’ondata di adrenalina pura. Tornato in una Torino affascinante e un po’ sinistra Stefano Vega riesce non solo a risolvere un caso che sembrava impossibile, ma anche a crearsi nuovi e temibili nemici…
Ritmo serrato, dialoghi molto vivaci e veraci, insieme alla playlist di tutto rispetto fornita dalla radiosveglia del nostro commissario formano un mix perfetto in questo giallo. Alla fine ogni pezzo andrà al suo posto risolvendo questa indagine mai banale o scontata.. Non mancano tentazioni sensuali per il sempre giovane cuore del nostro Vega. Ma il personaggio che ruba il cuore a Stefano (e ai lettori) è senza ombra di dubbio Loba, una signorina a quattro zampe e fornita di coda, che rimarrà fedele al commissario fino all’ultimo…
Non posso rivelarvi altro, posso solo consigliare a tutti di leggere questo strepitoso giallo, che è accessibile anche a chi non ha letto il primo della serie. Personalmente non vedo l’ora di leggere il seguito visto che restiamo con una certa apprensione, e sono sicura che Antonio Infuso saprà creare un altro piccolo capolavoro!

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L’autore

Giornalista, laurea al Dams/Cinema. Attualmente lavora per l’ufficio stampa di un ente locale. Appassionato di musica (dal rock, al blues fino al jazz), sport (da praticante e da spettatore), cinema e, naturalmente, di polizieschi e noir. Nelle sue numerose e movimentate vite è stato barista, scaricatore, speaker radiofonico, dj in discoteca, assistente in una comunità psico-socio terapeutica, impiegato in un’azienda automobilistica, animatore sportivo e critico cinematografico. Ha già pubblicato, per la casa editrice GDS (nel marzo 2015), “Il commissario Vega – Indagine di sola andata”, prima avventura del suo poliziotto, riscuotendo un buon successo di vendite (ormai 4.000 copie tra cartaceo e ebook).

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