Delitto a Capo Pecora di Giunia Fagiolini Cap. 5

“Delitto a Capo Pecora” è stato scritto la scorsa estate in occasione del lancio promozionale del romanzo “La confraternita delle ossa” di Paolo Roversi e prende in prestito i personaggi principali da questa serie: il giornalista hacker Enrico Radeschi e il vicequestore Loris Sebastiani. Proprio quest’ultimo veste le scomode vesti di attore protagonista a causa della sua grande passione per le immersioni subacquee. Il resto della storia è frutto della mia fantasia mescolata a vicende e personaggi della mia esperienza di vita. Anche gli incantevoli luoghi che fanno da scenario al racconto hanno una collocazione specifica: la Sardegna sud-occidentale, forse poco turistica ma ricca di bellezze selvagge e naturali! Spero che il racconto vi piaccia e vi incuriosisca!

Delitto a Capo Pecora

Capitolo Cinque

Stanotte ho appuntamento con Marica per vedere le stelle. E sapete cosa vi dico? Spero di vederle veramente e di farle vedere anche a lei. Mi sento come un ragazzino alle prime armi. ‘Forza Loris non ci rammolliamo troppo!
Stasera servendomi la cena la ragazza mi faceva l’occhietto e ancheggiava più del solito, anche Mario ha capito che c’era sotto qualcosa. E qualcosa di veramente buono!
Andiamo su fino a Capo Pecora, oltrepassiamo il piccolo promontorio e parcheggiamo la macchina. Marica mi ha detto che c’è una caletta nascosta dalle rocce, invisibile dalla strada principale e raggiungibile attraverso un sentierino un po’ scosceso. La ragazza previdente ha portato una torcia e degli asciugamani per stare più comodi, io ho preso una bottiglia di prosecco per festeggiare e pure due lattine di birra, che non guastano mai. Appena arrivati a destinazione le bibite vengono messe da una parte, abbiamo sete l’uno delle labbra dell’altro, una gran sete…
Ci avvinghiamo come due polipi e Marica sembra volermi risucchiare con i suoi baci, la sua lingua è frenetica e dalla bocca le escono frequenti sospiri. Mi fa capire che mi vuole. Adoro le donne calienti che sanno quello che vogliono!
A un certo punto mentre mi sistemo per trovare una posizione più comoda vedo un luccichio in alto, nella direzione dove abbiamo lasciato la macchina. Con la mano afferro il polso della ragazza e lo scuoto facendole anche segno con la testa verso la fonte luminosa. Marica annuisce piano, si avvicina al mio orecchio e mi sussurra che non mi devo preoccupare, è solo Giovanni, il guardone del paese. La luce lunare lo ha tradito riflettendo sulle lenti del suo fedele cannocchiale.
Imprecando contro la sfortuna mi riprometto di portare Marica al resort che ho visto nel borghetto dove abbiamo assistito all’esibizione dei Mamuthones, crepi l’avarizia. Per questo tesoro di ragazza questo e altro.
Mentre sono chinato a raccogliere la bottiglia, le lattine e la mia frustrazione ho un’intuizione: e se questo Giovanni fosse stato presente a spiare anche l’ultimo atto di Amalia Murgia and friends?
Sorrido tra me e me, e noto lo sguardo sconcertato della mia accompagnatrice. Con una leggera pacca sul sedere la rassicuro che va tutto bene, tra poco saremo su candide lenzuola in una camera di lusso.
Finalmente le cose iniziano a girare per il verso giusto!

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Mi sveglio in un letto soffice, stretto in un abbraccio avvolgente. Ci metto un po’ a capire dove sono. Ora ricordo tutto della stupenda serata trascorsa. Marica è qui stretta tra le mie braccia che dorme sfinita, diciamo che la nottata è stata parecchio movimentata!
Dopo qualche istante che mi concedo per godere della sensazione delle mie gambe e braccia avvinghiate a questa stupefacente creatura, decido di alzarmi per ordinare un’abbondante colazione in camera.
Mentre aspetto il cameriere con le cose che ho ordinato decido di darmi una rinfrescata in bagno, lo specchio mi rimanda l’immagine di un uomo ancora piacevole, con un inedito sguardo rilassato e un’espressione sognante. Quasi non mi riconosco. È sparita anche l’onnipresente ruga di preoccupazione che si è stabilita tra le mie sopracciglia. Se mi vedesse Radeschi non potrebbe esimersi da tirarmi qualche frecciata delle sue. Ormai la mia vacanza è agli sgoccioli, cerco di sfruttare la situazione finché posso, ma il rientro sarà molto duro.

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Nel tragitto per accompagnare Marica a casa rielaboro mentalmente gli avvenimenti della notte passata, e mi riprometto di indagare su questo Giovanni, noto guardone. Chissà che non possa essere la chiave per risolvere il caso? Sono sicuro che la rughetta tra gli occhi è tornata al suo posto e la mascella è nuovamente tesa, nel compito di mordere il sigaro fino a renderlo inservibile. Il lavoro è la mia rovina, aveva ragione la mia ex moglie. Anche quando il caso non è di mia competenza.
Marica mi dice che sono taciturno, le do delle piccole pacche affettuose sul ginocchio per rassicurarla. Mi ha regalato una notte indimenticabile rivelandosi un’amante esigente e allo stesso tempo generosa. Insaziabile. Dolcissima.
Salutandoci con un bacio ci diamo appuntamento per stasera. Sono un uomo fortunato.

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Faccio una sosta al bar per riordinare i pensieri e, dopo una chiacchierata telefonica con Lonigro che m’informa dell’altezza raggiunta dalle pratiche sulla mia scrivania, l’occhio mi cade sul giornale. È aperto alla pagina che parla del caso di Amalia e immortalato in una foto in bianco e nero, Emanuele mi osserva come a volermi chiedere aiuto. Ormai per gli inquirenti il caso è risolto ma io sono sempre meno convinto. Dopo non poche esitazioni decido di chiamare il maresciallo Andrea Atzori, un elemento in più nelle indagini non può che far bene. Non la pensa così il rappresentante dell’Arma che, fiero del risultato ottenuto, non vuole mettere in discussione il suo operato. Alla fine decide di mandare qualcuno al paese per interrogare questo Giovanni occhio-di-falco e togliersi ogni minimo dubbio sulla dinamica dei fatti. Dopo essermi complimentato con lui per l’ottimo lavoro svolto, ci salutiamo, il maresciallo con la promessa di tenermi aggiornato sulle novità. Anche se secondo lui non ve ne saranno.

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Il pomeriggio trascorre pigro con una bella passeggiata sulla bella spiaggia di sabbia color oro, non sono abituato a non fare niente, quindi cammino e rimugino. Non sono più riuscito a fare un’immersione dopo la mia brutta esperienza ma nonostante questo il tempo trascorso in quest’angolo sperduto è stato molto piacevole. Mi mancherà questo luogo. Mi mancherà Marica. Per una volta mi sento io quello abbandonato come in un crudele contrappasso. Farò bene a rientrare presto nella mia Milano, mi sto rammollendo troppo.

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L’atmosfera della cena in hotel è chiassosa e piena di euforia. Mario è contento che la stagione lavorativa sta partendo e ha già ricevuto tantissime prenotazioni. Finito il mio delizioso pasto invito Mario, sua moglie Carla e Marica al mio tavolo per fare un brindisi.
C’è una persona che devo sentire, è il momento di ascoltare la versione di Radeschi, mi scuso con tutti e salgo in camera per fare la chiamata in tranquillità.
«Volevi darmi il bacino della buonanotte, Loris?»
«Non dire minchiate. Dovevi dirmi la tua ipotesi su questo rompicapo.»
«Complimenti, hai resistito più di un giorno con la tua curiosità! Secondo me fino a un certo punto la versione a cui sono giunti gli inquirenti è corretta: la nostra Amalia ‘veramente innamorata’ decide di incontrarsi con l’amante per metterlo davanti al fatto compiuto, aspettano un bel bambino e lei è pronta a lasciare il convivente per iniziare una nuova vita con lui. Emanuele non è d’accordo con questa decisione, avendo i suoi ragionevoli dubbi sulla paternità. Uno non arriva alla veneranda età di quarantacinque anni riuscendo a schivare trappole di ogni genere per rimanere nella sua felice singletudine, e poi farsi incastrare così, da una donna che cambia uomini come fossero calzini. E secondo me non ha nemmeno tutti i torti! Dopo il suo rifiuto Amalia, che da quello che ho capito di lei era una donna prepotente e abituata a manipolare le persone, perde le staffe e lo aggredisce verbalmente e forse anche fisicamente. Incassare la sconfitta non era mai stato il suo forte. Emanuele ha cercato di calmarla, facendola tornare alla ragione. Alla fine quando pensa che le acque si sono calmate se ne va, lasciandola con la sua rabbia furente.»
«Mmm. Quindi? Come ci finisce a nuotare tra i pesciolini?»
«Adesso ci arriviamo. La dolce fanciulla aveva un animo rancoroso, so che ha ordito trame per vendicarsi di chiunque pensava le avesse fatto un torto: foto compromettenti diffuse alle spalle dell’ignara vittima, spiate alla Guardia di Finanza ai danni dell’ex marito e altre delicatezze di questo genere. Ho pensato che avrebbe voluto servire una prelibatezza simile anche all’amante che l’aveva respinta. In preda a una rabbia accecante ha iniziato a graffiarsi il viso e le braccia, per incolpare l’uomo e non soddisfatta si era gettata in acqua, simulando un tentato omicidio. Sapeva che l’acqua era bassa e il rischio limitato. Ma il destino ci ha messo il suo zampino, infatti non avendo fatto i conti con le rocce scivolose per il muschio, era scivolata in brutto modo, aveva battuto la testa perdendo i sensi e buonanotte al mondo!»
«Mmm.» Rimango cinque minuti buoni senza parole. La storia è plausibile, certo se i fatti sono andati così, non sarà facile dimostrarli. Credo che il massimo che potessimo fare l’abbiamo fatto, adesso tocca alle indagini ufficiali, che hanno già in mano la loro comoda verità.
«Ti ho sconcertato?»
«Ci sto facendo l’abitudine. Caro Enrico, temo che se quel poveretto è innocente non sarà facile dimostrarlo.»
«Le vie del destino sono infinite.»
Ci salutiamo e ci diamo appuntamento per quando rientrerò a Milano, per discutere di questo intricato caso a quattr’occhi, davanti a un bel bicchiere di Pampero Reserva.

“Proprietà letteraria riservata” dell’Autore. La pubblicazione di parte di esso su questo sito è stata effettuata con il permesso dell’Autore, che ne ha inviato una copia in formato editabile all’amministratore del sito.
Le immagini della donna sono prese dal web. L’autore delle foto subacquee è Gianmarco Zanda. Le altre foto sono opera di Massy Cad.

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