Delitto a Capo Pecora di Giunia Fagiolini Cap. 3

“Delitto a Capo Pecora” è stato scritto la scorsa estate in occasione del lancio promozionale del romanzo “La confraternita delle ossa” di Paolo Roversi e prende in prestito i personaggi principali da questa serie: il giornalista hacker Enrico Radeschi e il vicequestore Loris Sebastiani. Proprio quest’ultimo veste le scomode vesti di attore protagonista a causa della sua grande passione per le immersioni subacquee. Il resto della storia è frutto della mia fantasia mescolata a vicende e personaggi della mia esperienza di vita. Anche gli incantevoli luoghi che fanno da scenario al racconto hanno una collocazione specifica: la Sardegna sud-occidentale, forse poco turistica ma ricca di bellezze selvagge e naturali! Spero che il racconto vi piaccia e vi incuriosisca!

Delitto a Capo Pecora

Capitolo Tre

Questa sera ceno in albergo e vengo servito dalla giovane cameriera che mi ha fatto ritrovare il cellulare della morta. Da quella fatidica sera non l’avevo più vista, poi mi spiega che non si era sentita bene, forse un colpo di freddo poiché sulla costa c’è un notevole sbalzo termico tra il giorno e la notte. Quando le faccio capire che voglio delle spiegazioni, mi dà un mezzo appuntamento per la mattina successiva, stando bene attenta a non farsi sentire dai gestori dell’hotel. La ragazza è una patita del jogging e si alza tutte le mattine alle sette per andare a correre. Sacrificherò un po’ di sano ozio vacanziero per raggiungerla. Ne vale la pena. Per più di un motivo!

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Mi viene da ridere pensando che Radeschi mi accusa di correre dietro a tutte le gonnelle, in questo caso proprio in senso letterale, ma anziché dietro a una gonnella corro dietro a un bel paio di natiche fasciate da leggins attillatissimi. Con la scusa che sono fuori allenamento, mi godo il panorama.

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Pan di Zucchero

Che poi la mania di correre quando si è già magre al limite dell’anoressia non l’ho mai capita!
Finalmente ci fermiamo e approfitto per tirare fuori dalla tasca il mio toscanello che infilo tra i denti rigorosamente spento. Ci sediamo all’ombra di un albero, sta già iniziando a fare caldo, e la ragazza mi spiega che, la mattina prima che io ritrovassi il famigerato cadavere, lei era stata a fare una passeggiata lungo gli scogli di Capo Pecora per respirare il benefico iodio, mi spiega infatti che soffre d’asma da quando era piccola. Poi l’occhio le era caduto su un pezzo di plastica che rifletteva il sole mattutino, si era avvicinata e aveva capito che si trattava un cellulare. Quando più tardi era venuta a sapere che era stato ritrovato un corpo proprio in quel punto ha fatto due più due e ha capito che era della donna caduta in mare. Non fidandosi molto degli investigatori locali ha deciso di farmelo trovare. La guardo negli occhi e vi leggo che ha una grande fiducia in me. Si avvicina, mi sfila il sigaro dai denti e mi bacia dolcemente.

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Trascorro il resto della giornata come se fossi in un’altra dimensione, continuo a pensare al bacio della giovane donna e ho completamente rimosso i pensieri che riguardano l’incidente-omicidio.
A riportarmi con i piedi sulla terra ci pensa Radeschi, con il solito squillo che mi avvisa che vuole essere richiamato. Appena riesco a mettermi in contatto con lui esordisce così: «Non immagineresti mai cosa ho scoperto.»
«Spara!»
«La nostra amica aveva un misterioso amante con cui aveva un convegno amoroso la notte della sua scomparsa. Una vecchia fiamma con la quale evidentemente non aveva mai rotto.»
Borbotto una frase incomprensibile sul mio povero sigaro. Radeschi continua: «E noi che pensavamo di aver toccato il fondo con la vicenda della Mantide. Questa mi sa che è peggiore!»
«Ti sei scordato che stavi per rimetterci le penne?»
«Non farmici pensare… però su una cosa era onesta, quando diceva alle sue vittime: ti farò morire, era di parola!»
Enrico non cambierà mai.
E adesso il sospettato numero uno è il misterioso amante. Chiedo al mio amico se ha già scoperto la sua identità, ma ci sta ancora lavorando. L’uomo non è iscritto su nessun social e il suo numero di cellulare è registrato in agenda sotto un nome femminile. Le astuzie delle donne! Ma niente può fermare un hacker della levatura del mio segugio, e sono fiducioso che presto sapremo chi è.
Di una cosa sono contento, che la mia impressione sull’ex marito fosse giusta. Ora devono capirlo gli inquirenti.

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Come se li avessi chiamati nella serata mi arriva una telefonata dal Comando dei Carabinieri, il maresciallo Atzori ci tiene a informarmi sulle nuove scoperte, facendosi vanto della sua abilità. Se sapesse che io e Radeschi siamo sempre un passo avanti!
In sostanza hanno interrogato l’amica della vittima presso la quale doveva trascorrere la serata, e hanno scoperto che Amalia non quella sera non era stata a casa sua. Era solo un pretesto per uscire da sola e vedersi con l’amante, l’incontro probabilmente si era svolto proprio nel luogo vicino al quale c’è stato il ritrovamento: Capo Pecora.kiss on the beach
Non possono dirmi il nome dell’uomo ma penso che tanto presto lo verrò a sapere da Enrico, comunque queste notizie non possono essere taciute a lungo e la stampa presto lo diffonderà.
C’è un nuovo mostro da sbattere in prima pagina!

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L’indomani decido di andare a fare un tour enologico, tanto per non perdere le buone abitudini e, visto che è il giorno libero di Marica, la mia bella conquista, decido di portare anche lei. La giornata è bellissima e approfitto di quest’occasione per staccare un po’ dai pensieri che convergono sempre sulla donna che ho rinvenuto tra gli scogli e le alghe. Faccio il pieno alla macchina presa a noleggio, che pago a peso d’oro all’unico distributore disponibile nella zona e, con la mia amica, ci mettiamo in cammino dopo aver fatto un’abbondante (almeno io) colazione al bar. Prendiamo la strada panoramica che costeggia Masua, il panorama è veramente mozzafiato, e come due turisti qualunque ci fermiamo a fare una foto con lo fondo di Pan di Zucchero. Ogni pensiero cupo oggi è bandito!
Quando la campagna si fa più pianeggiante iniziamo a vedere i primi vigneti e ogni volta ci fermiamo a chiedere se vendono il loro prodotto ma immancabilmente ci viene detto che è solo per consumo familiare e che non è stata un’annata particolarmente abbondante per il vino, per cui dopo averci offerto un assaggio del loro nettare ci congedano dicendosi dispiaciuti. Dopo varie incursioni a vuoto (per modo di dire perché comincio a sentirmi alticcio) notiamo l’insegna di un’azienda vinicola che sembra più professionale, sentendo che questa è la volta buona scendiamo tutti allegri e dopo un ultimo assaggino concordiamo col viticoltore la spedizione di una cassa alla volta di Milano. Naturalmente prendo una bottiglia per Marica e una per Mario, col quale ho stretto una bella amicizia.
Sulla strada del ritorno decidiamo di fermarci a fare un bagno a Cala Domestica per rinfrescarci e anche per farci passare un po’ la sbornia. Immagino la figuraccia che farei se dovesse fermarmi una pattuglia di Carabinieri e mi facesse fare la prova del palloncino!
Il posto è bellissimo e, a detta della mia accompagnatrice, ancora di più ora che non siamo in stagione piena; infatti oltre a noi c’è solo un’altra coppia. Saliamo sulla collinetta dominata dalla bella torre di avvistamento, era tanto che non mi sentivo così rilassato, pure il sigaro è quasi intonso!
Dopo un periodo che mi sembra infinito e allo stesso tempo non abbastanza, in cui tengo stretta a me Marica, mentre il nostro sguardo vaga verso l’orizzonte, decidiamo di scendere in spiaggia. Ci spogliamo rimanendo in biancheria e ci tuffiamo in questo incredibile spicchio di mare che s’incunea tra le pareti di un canion roccioso.
Dopo una gara di nuoto, che vinco veramente per un pelo, usciamo dall’acqua e, per scaldare la nostra pelle ghiacciata, ci abbracciamo. Iniziamo a baciarci, sempre più affannati. Ormai la sbronza è un ricordo!
Erano anni che non passavo un pomeriggio a baciare una ragazza e ora non capisco il motivo per cui non l’avevo più fatto. Ancora non abbiamo fatto l’amore ma credo sia solo un problema tecnico: di certo non possiamo farlo all’albergo dove lavora Marica. Mi riprometto di trovare una soluzione.

“Proprietà letteraria riservata” dell’Autore. La pubblicazione di parte di esso su questo sito è stata effettuata con il permesso dell’Autore, che ne ha inviato una copia in formato editabile all’amministratore del sito.
Le immagini del bacio sono prese dal web. L’autore delle foto subacquee è Gianmarco Zanda. Le altre foto sono opera di Massy Cad.

 

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