Un caffè e tre chiacchiere con Luciano Dal Pont

Anteprima IntervisteLuciano dal pont

  • MARE DI INCHIOSTRO: Giusto per rompere il ghiaccio: chi è Luciano nella vita di tutti i giorni?
    Luciano Dal Pont: Luciano? Oh, è un poliedrico e irrequieto avventuriero scavezzacollo un po’ folle e un po’ (tanto) sognatore… come dice la mia biografia. Sì, direi che essenzialmente sono un uomo che ha sempre creduto nella concreta e reale possibilità di realizzare i propri sogni, e che ha sempre lottato per riuscirci.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Parlaci del tuo ultimo lavoro. Com’è nato? Come l’hai pubblicato?
    Luciano Dal Pont: Diciamo che sono sempre stato attratto dai generi horror ed erotico, anche come lettore, e in Arrivederci all’inferno ho cercato di fonderli in un unico romanzo, anche se, per quanto riguarda l’erotismo, qui parliamo di un erotismo malato, deviato, sporco, perverso al di là d’ogni limite del lecito. Ne avevo auto pubblicato una prima versione un anno e mezzo fa, poi però l’ho completamente riscritto, ampliandolo e migliorandolo notevolmente, e questa nuova edizione è stata pubblicata da ErosCultura, che non finirò mai di ringraziare per la sua follia, perché solo un editore coraggioso al limite, appunto, della follia, poteva pubblicare un romanzo così estremo, così “oltre”.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Horror! Pensi che sia un genere sottovalutato?
    Luciano Dal Pont: No, direi che non ho questa sensazione, anche perché ci sono autori horror che sono molto seguiti dal grande pubblico, primo fra tutti il mito dei miti: il mio maestro Stephen King.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Erotico… un genere in voga da qualche anno sulla scia delle 50sf? Pensi che la letteratura erotica poteva farne a meno di questo tsunami commerciale?
    Luciano Dal Pont: Che la letteratura erotica abbia subito un’accelerazione sull’onda delle multicolori sfumature di per sé la ritengo una cosa positiva, si valorizza un genere che era rimasto per troppo tempo nell’ombra, mi space solo che ciò non sia avvenuto per merito di qualcosa di più valido dal punto di vista letterario.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Cos’è l’eros per te?
    Luciano Dal Pont: L’eros è una parte fondamentale della vita di ciascuno di noi, e ciascuno lo vive a modo suo. Amo molto l’eros anche per quanto riguarda la mia sfera privata, diciamo che non ho una sessualità stereotipata, sono un po’ folle anche in questo, e di conseguenza, come scrittore, proietto queste mie caratteristiche anche nella mia attività. Più in generale, io credo che nel sesso non ci sia nulla di sbagliato o di proibito, nemmeno nelle pratiche più estreme e perverse, purché si parli di persone adulte e consenzienti, con buona pace della santa inquisizione che ancora oggi si aggira tra noi…

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Eros o porno che differenza c’è?
    Luciano Dal Pont: Una differenza abissale, assoluta. Il porno non è nulla, è soltanto una rappresentazione meccanica dei più disparati atti sessuali fini a loro stessi, non c’è emozione, non c’è pathos, e soprattutto non c’è trama. L’eros invece è una componente, oserei dire un valore aggiunto che si inserisce in una trama che comunque deve essere accattivante, deve catturare il lettore anche a prescindere dai contenuti sessuali, deve suscitare emozioni. In definitiva, l’eros è cerebrale prima che fisico.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Quanto crede nell’amore Luciano Dal Pont?
    Luciano Dal Pont: Ci credo perché l’amore esiste, non è una opinione, anche se difficilmente dura un’intera vita. Perché a un certo punto subentra qualcosa di più simile a un tenero affetto, che in un certo senso si può comunque considerare amore, ma l’innamoramento, quello tsunami che ti travolge e ti sconvolge la mente e i sensi quando esplode, è sempre limitato nel tempo. Credo comunque che non ci possa essere amore senza sesso, ma che ci possa essere benissimo sesso senza amore…

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Come hai scoperto la passione che nutri per la scrittura? Hai un episodio in particolare da raccontarci?
    Luciano Dal Pont: Direi di no, sinceramente, non ricordo alcun episodio particolare che abbia fatto nascere in me questa passione. Rammento solo che a scuola ero scarsissimo in tutte le materie, tranne che in italiano, dove ero il migliore non solo della mia classe ma di tutta la scuola. Mi piace scrivere, e lo faccio con piacere misto a quella particolare sofferenza che deriva dall’intima necessità di cercare sempre un costante miglioramento, non sono mai completamente soddisfatto di ciò che scrivo…

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Le tue storie, i tuoi personaggi prendono spunto da persone e fatti reali?
    Luciano Dal Pont: No. O perlomeno non necessariamente. Ad esempio il serial killer di Arrivederci all’inferno è un personaggio del tutto immaginario, ma non escludo in futuro di poter anche raccontare delle storie vere, o tratte dal vero.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Quale dei tuoi personaggi ti rispecchia di più?
    Luciano Dal Pont: Il serial killer di Arrivederci all’inferno? Ehi, no, no, stavo scherzandoooo… Be’, in realtà sono solo all’inizio della mia carriera quindi non ho molti personaggi di riferimento, potrei dire l’aviatore de Il comandante e la bambina, anche se il pubblico non lo conosce.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Luciano come mai non hai dato un nome al tuo Killer?
    Luciano Dal Pont: Perché lui stesso, nella storia, ha voluto mantenere l’anonimato, pur riconoscendo che una storia come la sua difficilmente gli avrebbe consentito di rimanere nell’ombra.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: In un panorama editoriale e di self publishing sempre più vasto e ricco di concorrenza cosa deve fare un autore per distinguersi dalla massa?
    Luciano Dal Pont: Eh, se lo sapessi… domanda difficile e risposta complicata. Provo a dare la mia personale ricetta: primo, saper scrivere bene. Secondo: scrivere storie appassionanti. Terzo: crederci. Quarto: crederci ancora di più e insistere. Ecco, come dicevo in risposta a un’altra domanda, io credo molto nei sogni e nella reale e concreta possibilità di realizzarli. Però, ripeto, bisogna crederci davvero e lavorare sodo per raggiungere i traguardi prefissati. E forse, per fare questo, occorre essere un po’ pazzi. Se si da retta alle statistiche, ai numeri, al computo del libri pubblicati e venduti in Italia, a quanto scrivono e a quanti, in realtà, emergono, sarebbe facilissimo scoraggiarsi e lasciar perdere. Invece bisogna andare avanti per la propria strada senza dare retta ai dispensatori di saggi consigli non richiesti. Forse il consiglio più saggio che mi sento di dare è proprio quello do non essere troppo saggi nella vita. In ogni caso, io voglio affermarmi, voglio fare della scrittura una professione, e sto lavorando per questo.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: C’è una frase o un passaggio in particolare nei tuoi scritti che rileggendolo ti ha fatto dire: l’ho scritto proprio io?
    Luciano Dal Pont: Ce ne sono molti, tutti quelli che ho scritto in uno stato di particolare ispirazione, quando, e a me capita piuttosto di rado, si scrive di getto, senza pensare, senza cercare le parole, mentre le scene si svolgono dentro la tua mente e tu le scrivi così come le stai vedendo… poi, dopo un po’ vai a rileggere e, al di là delle inevitabili ripetizioni e refusi vari che vanno corretti a freddo, resti basito e ti chiedi chi sia stato a scrivere quella roba… ma, ripeto, non mi capita spesso, per lo più la mia scrittura è frutto di una costante ricerca della perfezione in corso d’opera…

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Qual è la domanda cui vorresti rispondere e che nessuno ti ha mai fatto?
    Luciano Dal Pont: “Ma come caspita hai fatto a guadagnare tutti questi soldi?

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Nei tuoi lavori prediligi curare di più forma o contenuto? Perché?
    Luciano Dal Pont: Entrambi, assolutamente. La forma è essenziale, la scrittura deve risultare piacevole al lettore, ma lo è altrettanto il contenuto. Un buon romanzo credo sia il risultato di un perfetto amalgama di entrambi i fattori.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Qual è il più bel complimento che hanno fatto alla tua scrittura?
    Luciano Dal Pont: Che è intensa e profonda, finalizzata a suscitare emozioni più che a descrivere scene o avvenimenti. Questa credo sia la miglior qualità di uno scrittore.

 

  • MARE DI INCHIOSTRO: Luciano Dal Pont Quali sono i tuoi progetti nel cassetto?
    Luciano Dal Pont: Proprio nel cassetto, nel senso che per ora è accantonato in attesa di essere ripreso, c’è un romanzo di narrativa generica che avevo iniziato anni fa e che poi ho interrotto per fare spazio ad altri progetti. Tra questi, tra romanzi già iniziati in prima stesura, bozze, scalette già più o meno pronte, appunti veri e idee da sviluppare, tra horror ed erotico, sono impegnato almeno per i prossimi quindici anni…

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La nostra recensione: https://maredinchiostro.wordpress.com/2017/05/25/arrivederci-allinferno-di-luciano-dal-pont-2/

Pagina FB: Luciano Dal Pont Writer

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