Biancospino di Linda Kent

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Titolo: Biancospino

Autore: Linda Kent

Collana: Evershine

Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform

Genere: History

Pagine: 268 pagine

Data di pubblicazione: 3 ottobre 2016

Prezzo: Ebook €2,99 • Cartaceo €8.90

 

Sinossi

Il nuovo romanzo di Linda Kent ambientato in uno dei periodi più romantici e affascinanti della Storia Inglese. Ralph Vernon è il cugino e luogotenente del nuovo lord del castello di Evershine, che ha riportato una grave ferita in battaglia. L’unica persona in grado di curarlo, è Fleur, una giovane guaritrice dagli occhi d’oro e dal carattere pungente come i rami del biancospino, dalla quale Ralph è inesorabilmente attratto. Lei ha motivi profondi e inconfessabili per voler fuggire da Evershine, ma non sa opporsi alla propria vocazione e alle insistenze di quel gigante presuntuoso, arrogante e… magnifico. Conquistare Fleur è un’impresa più ardua delle tante battaglie che Ralph ha combattuto per York durante la Guerra delle due Rose e se la passione è un’arma più affilata della spada, altrettanto mortali si rivelano la gelosia, l’odio e la sete di potere che contrastano la felicità di due cuori innamorati.

Recensione a cura di Pitti Duchamp

Eccomi qui a recensire questo libro di Linda Kent sentendomi piccola, piccola perché per chi conosce ed apprezza la Kent è decisamente imbarazzante proferire giudizi. Da una parte dire troppo bene, scrivere dolci smielate parole su quanto sia perfetto questo o quel romanzo appare una falsità, dall’altra trovare delle critiche costruttive da fare all’autrice sembra opera impossibile. Mi accingo quindi a valutare questo romanzo cercando di ripulire la mia memoria, di per sé già piuttosto scarsa, dai magnifici ricordi di “Vento di Cornovaglia” e dalle sensazioni di “Lo sa il mare”. È piuttosto difficile, lo ammetto, perché sono due romanzi che ancora sento sotto pelle ma ogni romanzo si sa, fa storia a se per l’autrice, come succede per le gravidanze, i parti ed i figli. Quando mi accingo a leggere un romance storico cerco sempre di leggere con un occhio solo e di chiudere l’altro: sì, perché le autrici spesso si concentrano troppo sulle storie dei protagonisti, commettendo errori storici madornali e facendo quindi decadere l’atmosfera che si crea nel vivere una storia del passato. Accade troppo spesso, un po’ per superficialità delle autrici un po’ per esigenze di narrazione. In un romanzo storico la prima regola dovrebbe essere proprio la Storia: gli eventi, l’atmosfera, la civiltà, ogni dettaglio dovrebbe essere rispettato. Lo sfondo della grande vera storia, chiamiamola così, utilizzato come scenario per le storie dei personaggi inventati dall’autrice. Ecco, questa semplice ma difficile regola da rispettare è la base a cui la Kent, Deo Gratias, non rinuncia mai. È questo il primo motivo per cui leggere Linda Kent è una grande soddisfazione, un arricchimento per l’anima. Ma vado avanti sempre con l’intento di rendere scevre dai ricordi le mie considerazioni su Biancospino.

Fleur aveva imparato a coltivare le piante officinali, a essiccarle, a creare elisir e distillati con le radici, i fiori e i frutti; a curare ogni tipo di malanno, lieve o grave, a prendersi cura di chi soffriva, nel corpo e nella mente.

Durante un breve periodo di pace dalla guerra delle due Rose, un caso fortunato ha voluto che Fleur, Fiore, sopravvivesse all’imboscata subita dal marito di sua madre, uomo di cui la piccola Fleur porta il cognome ma che, è evidente, non è il suo vero padre. La carovana a cui era aggregata Fleur lasciava il castello di Evershine, di cui suo padre era il signore, per fuggire con le maestranze migliori lasciando allo sbando le poche anime rimaste nel castello. Fleur riesce a tornare al castello e rimane in attesa del destino. Non molto tempo dopo giunge al castello il nuovo signore, il Leone Bianco, gravemente ferito ad una gamba, che porta con se un fascinoso luogotenente. Avendo imparato ad utilizzare le erbe per curare, Fleur è l’unica che può guarire il nuovo signore e lo fa rimanendo anche troppo attratta dal suo giovane cugino nonché luogotenente.

…Si trovò a fissare i suoi occhi, mentre cercava di definirne il colore. Tanto brillanti di sdegno da sembrargli, in un primo momento, d’oro fuso, si avvide poi che erano screziati di verde, come le foglie d’autunno che non sanno rinunciare al colore dell’estate.

Da lì si sviluppa il loro amore intrecciato strettamente alle vicende che vedono le due rose combattersi per il trono d’Inghilterra a suon di contee lasciate e riprese. Biancospino è un ottimo esempio di romanzo ben costruito, tutti i tasselli vanno al posto giusto, è equilibrato e completo, la sensualità è esplicita ma non marcata, tutti gli avvenimenti storici sono bel legati alla storia personale dei protagonisti, c’è un buono, la sua amata, un amico fedele, alcuni personaggi di contorno – tutti deliziosi – un cattivo con dei complici, un tradimento, un ostacolo da superare e poi il lieto fine. I personaggi positivi sono buoni a tutto tondo, Fleur è bella, intelligente, modesta, umile, generosa, passionale, amata da tutti perché aiuta tutti. Ralph è bello, aitante, colpito dall’amore che da incallito dongiovanni lo trasforma in un compagno fedele e premuroso. Il leone bianco nasconde un mistero – che presumibilmente verrà svelato nel secondo libro della serie – è un coraggioso che si porta dentro un grande dolore. Tutto è perfettamente calibrato, quasi da manuale… forse troppo… È vero, è vero, quando apro un nuovo libro voglio sognare, voglio leggere di rocambolesche avventure ed amori così grandi da superare le barriere del tempo e del male, ma la perfezione stona sempre un po’. Se da una parte la ragionevolezza di Fleur è da apprezzare, dall’altra la sua mancanza di difetti la rende un po’ stucchevole. Non siamo davanti alla solita eroina bisbetica fissata con l’indipendenza che da un calcio al grande amore per capriccio e si fa rincorrere dal povero malcapitato per mari e per monti. Non parliamo neanche di un’ingenua piagnucolosa che tra svenimenti e tradimenti ha sempre bisogno di essere salvata da qualcuno. Si parla qui di una giovane in gamba che accetta di buon grado un matrimonio rischioso ma che potrebbe portare dei vantaggi. Si tratta di una donna che sceglie con la testa e non con la pancia, che non fa capricci, che si mette a disposizione del marito, che(finalmente una!!!) si lascia amare semplicemente… perché la realtà è così. Chi di noi davanti ad un uomo bello, ricco e visibilmente innamorato darebbe un calcio a tutto per… per… perché? Per capriccio? Eh no signori! Fleur accoglie il marito, si lascia amare e si innamora a sua volta, semplice come sono semplici i sentimenti reali. Si lascia aiutare, si lascia proteggere, si lascia consolare, mette al bando l’orgoglio ed assume con piena gioia il ruolo di moglie devota. OH! Finalmente una! Un’eroina che non si intestardisce, che non fa impazzire i pretendenti, che non scimmiotta un uomo e per cui la parola indipendenza assomiglia a solitudine e non a libertà. E che ci voleva ad ammetterlo? Fleur è felice di non sentirsi più sola e per esprimere la sua felicità non ha bisogno di duecentocinquanta pagine… le bastano poche settimane di matrimonio per sentirsi appagata e complice di un marito rispettoso. Ironizzo, perdonatemi, ma quante di noi si sono trovate alle mani romanzi in cui, ad averla per le mani, ci sarebbe stato da fare una lezione di buonsenso all’eroina? A me anche troppi!

Scosse la veste e una lieve fragranza si diffuse all’intorno. Proveniva dalle erbe, si disse Ralph. O forse dai capelli, che già iniziavano a disfarsi dalla treccia e a ricaderle in riccioli scomposti lungo la schiena. Oppure, dalla sua pelle: bianchissima, quasi diafana. Gli faceva venir voglia di assaggiarla. Deglutì. ―Nessuna formula magica?― le chiese, deciso a provocarla. ―Nessuna.― Raddrizzò la testa, ma anche così gli arrivava appena alle spalle. Eppure, la sua figura minuta era perfetta. Di rado aveva visto un corpo di donna con un simile, delizioso senso delle proporzioni.

D’altra parte c’è anche da dire che Ralph non è uno scimmione con un unico neurone sito nelle parti basse ma anzi, è un guerriero che si rende perfettamente conto dell’importanza del sentimento miracoloso da cui è stato toccato e lo cura come un fiore delicato. Vede in Fleur la sua felicità e per niente al mondo la rifiuta. È, come sempre succede, un gran birbante con il gentil sesso ma con l’arrivo di Fleur tutte le sue attenzioni si rivolgono esclusivamente a lei. E perché no? D’altronde un simile esempio di perfezione mica tocca a tutti! Ecco, se da una parte questa semplicità di sentimenti è piacevole da leggere ed elimina il logorante tira e molla classico tra i due protagonisti, dall’altra tutta questa rotonda perfezione leva un po’ di pepe. Solo un po’, non indignatevi mie lettrici. In ultimo, vengo meno al mio proposito iniziale tornando alle emozioni fortissime provate con “Vento di Cornovaglia”, quando mi trovai catapultata all’interno di un castello assediato, soffrendo la fame e la sete, alla mercé delle intemperie di quella magnifica ed impervia terra, con un segreto affidato al mare da custodire gelosamente. In effetti “Biancospino” non dà la stessa scossa, non mi ha lasciata turbata e non mi ha fatto piangere. È un bel libro, è una bella storia, è una perfetto esempio di come dovrebbe essere un ottimo romance storico ed anche senza effetti speciali e fuochi d’artificio lascia un buon sapore in bocca, un gusto dolce… un profumo di fiori nell’aria.

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L’autrice

Nonostante il suo nome faccia riferimento a lontane origini familiari, Linda è orgogliosa di essere italiana. Divide la sua vita fra Roma e la campagna toscana, un’oasi di tranquillità nella quale rifugiarsi quando scrive. Ama profondamente la letteratura, la poesia e la storia del passato, soprattutto quella del Regno Unito. Non appena le è possibile, compie lunghi viaggi nei luoghi in cui ambienta i suoi romanzi, per poterli descrivere fedelmente ai suoi lettori.

Sito internet: www.lindakentauthor.com

Pagina Facebook autore: www.facebook.com/lindakentromance

Twitter: https://twitter.com/lindalindakent

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