Waiting di Daniel Di Benedetto

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Titolo: Waiting

Autore: Daniel Di Benedetto

Editore: Dark Zone Edizioni

Data di pubblicazione: 24 maggio 2017

Genere: Narrativa Contemporanea

Pagine: 135

Formato: Ebook € 0,99 – Cartaceo € 12,90

 

Sinossi:

Tutti siamo in perenne attesa. Qualcosa che potrebbe accadere. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre. Una vecchia panchina di legno, all’ombra della grande quercia in un parco comunale, è il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo.
Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dell’attesa.
Una storia dall’andamento circolare, che si svolge nell’arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.

Un sorriso, una carezza, un’assenza, un dolore. C’è spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina. Oggi verso il domani, semplicemente aspettando…

Recensione a cura di Giandomenico Basile:

A volte la vita ci mette dinanzi a un bivio, che porta ognuno di noi a fare delle inevitabili scelte. Le stesse scelte, potranno o meno, portarci ad avere dei rimpianti. Quell’amara lucidità di pensiero, ci permette di avere la presunta consapevolezza di aver intrapreso la strada sbagliata, tralasciando il cammino per mezzo del quale, tutto sarebbe stato migliore. Il romanzo “Waiting” di Daniel Di Benedetto, edito da Dark Zone, ci racconta le vite dei protagonisti, molto spesso legate tra loro, che esternano nei loro personali racconti, quelli che sono i rimpianti di una vita, quelle mancate azioni che li porteranno a essere in perenne attesa di qualcuno o qualcosa, indispensabile a rendere non completamente vane le scelte fatte fino ad allora.

Come un vecchio saggio immobile e fiero, anche la panchina in legno nei pressi della quercia secolare nei giardini comunali, aveva i propri segni del tempo. E Giulia li conosceva tutti. Del resto, quella era diventata giorno dopo giorno non soltanto una semplice panchina su cui sedersi e riposarsi, ma un vero e proprio rifugio dove raccogliere i pensieri e le avventure al confine labile tra realtà e fantasia che una bambina di quasi sette anni poteva immaginare.

Varie storie che si alternano in un susseguirsi di cambi generazionali, con un unico punto in comune, attorno al quale ruotano. Una vecchia panchina, ubicata nel parco comunale, fa da sfondo alle vicissitudini dei personaggi, rappresentando un luogo di riflessione, ma anche di attesa. L’attesa della piccola Giulia, che aspetta il suo Papà, apre e chiude il ciclo dei racconti, che ci offre una narrazione capace di intersecare tutti i diversi punti di vista dei personaggi, in maniera esemplare.

Il cielo era azzurro in quella giornata già così calda, nonostante l’ombra garantita dalla quercia sulla panchina fosse di indubbio aiuto. Daniele avvertiva l’amore di quella donna, di quella madre ferita, sgorgare in maniera spontanea in ogni singola parola proferita. Era una sorgente tenuta forse per troppo tempo chiusa e che sembrava attendere soltanto un’occasione per esplodere in tutta la sua devastante forza.

Nonostante i molteplici protagonisti, Daniel Di Benedetto, riesce a fornire al lettore una narrazione chiara e fluida. L’abilità dell’autore, di legare tra loro i vari racconti, da al testo un’impronta ampiamente comprensibile che in caso contrario, sarebbe potuta risultare caotica e ingarbugliata. Una lettura, decisamente consigliata ad un ampio pubblico, grazie alla capacità di rappresentare varie immagini di vita, molto comuni nelle esistenze di ognuno, in cui chiunque potrà immedesimarsi.

«Ti voglio bene, mamma.»
«Anche io, piccola peste.»
Si erano abbracciate, ridendo in maniera complice. Giulia si era lasciata avvolgere la mano, intrecciandola con quella della madre, avviandosi con lei sulla strada che le avrebbe condotte a casa. L’attesa, questa volta, era finita davvero. Voltandosi indietro un’ultima volta, aveva accennato d’istinto un saluto a quella panchina colma di scritte e pezzi di vite vissute.

stella04

 

 

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