Iperborea • Cristiano Pedrini

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Il Teatro Farnese

IPERBOREA è ancora qui per farvi conoscere un nuovo luogo che possa accendere la nostra fantasia!
Un luogo che ho avuto modo di visitare recentemente durante la mia veloce trasferta a Parma per la presentazione de “Le regole di Hibiki”.18221908_1782492932065682_7472651976314985166_n
A dir la verità, nel passeggiare per il centro della città ci sono arrivato quasi per caso, un bel colpo di fortuna come quello che ha permesso la costruzione di quest’opera: il Teatro Farnese.
E’ infatti per volere dei duca di Parma e Piacenza, Ranuccio I, che nel 1618 si iniziò la sua costruzione, proprio per celebrare, con uno spettacolo teatrale la sosta in città del Granduca di Toscana Cosimo II che si stava dirigendo a Milano per onorare la tomba di San Carlo Borromeo.
Beh, direi che questo duca aveva una certa classe per nostra fortuna (avrebbe potuto limitarsi ad ospitare e offrire una sontuosa cena all’illustre ospite) e decise di ricavare il teatro al primo piano del Palazzo della Pilotta che al tempo era una sala d’armi e sede di tornei.18194217_1782492905399018_299347498496666539_n
Entrarci oggi, come allora, ci catapulta in un trionfo del legno e delle sue architetture, con le sue forme aggraziate ci ricorda lo splendore di quell’Italia divisa in grandi e piccoli potentati ma all’apice in Europa in quanto a capacità di creare e stupire.
Il teatro venne completato nel 1618 ma rimase inutilizzato per quasi dieci anni, ed inaugurato solo nel 1628.
Dall’ingresso monumentale, un portone in legno dipinto, sormontato da una corona ducale, si entra in questo luogo interamente realizzato in legno, abete rosso del Friuli e ricoperto di stucco dipinto per simulare il marmo, che sui suoi quattordici gradini possono essere ospitate tremila persone.
In questo scrigno possiamo trovare le firme di una vera squadra di artisti: gli scultori furono guidati da Luca Reti, i pittori da Giovan Battista Trotti che decorarono anche il soffitto, oggi scomparso.
18193725_1782492975399011_6206747289267426987_nInsomma un ambiente spettacolare che conserva ancor oggi il ricordo della fastosa vita di corte dei Duchi Farnese e che, come la fenice è risorto dalle sue ceneri quando venne quasi del tutto distrutto dalle bombe del 1944 e ricostruito in epoca moderna esso restituisce una delle più straordinarie architetture teatrali del Seicento.
Quali struggenti e delicate opere potremmo immaginarci in questo monumento di tal raffinatezza? Un romanzo storico, ambientato ai tempi della sua edificazione? Una storia che vede dei giovani e capaci attori calcare il suo palcoscenico?
Alla vostra fantasia la scelta!

screenshot_439 Cristiano Pedrini

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