Oltre ogni limite di Simona Liubicich

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Titolo: Oltre ogni limite

Autore: Simona Liubicich

Editore: Amazon Media EU S. r.l

Data di pubblicazione:  10 luglio 2016

Genere: Noir Storico

Pagine: 136

Formato: Ebook €1,99  – Cartaceo €7,98

Sinossi:

Per Philippa Green, il suo lavoro di investigatrice è tutto, la sua indipendenza di donna, l’aria stessa che respira. Nonostante la sicurezza apparente, il suo cuore è stato spezzato dall’unico uomo che abbia amato davvero: Clive Anderson, capo della Divisione Investigativa di San Francisco.
Adesso, una serie di omicidi la costringono a lavorare fianco a fianco con lui e Phil dovrà lottare contro se stessa per rifiutare quella passione che la divora, mentre uno spietato assassino si aggira nell’ombra a caccia delle sue vittime.
E lei potrebbe essere nel suo mirino…

Recensione a cura di Pitti Duchamp:

Come cominciare la recensione a un romanzo così “diverso”? Diverso in tutto tranne che per l’ottima scrittura che caratterizza l’autrice. Ottimi dialoghi e belle descrizioni. L’autrice mischia le regole del romance e del noir per comporre un nuovo schema di linee guida che bilanciano perfettamente la parte del libro definibile “poliziesco” e la parte romance. Non è l’una che fa sfondo all’altra né viceversa ma un equilibrio solido e ben strutturato che non lascia insoddisfatte.
Siamo all’inizio del 1900 negli Stati Uniti. Già questo di per se è diverso, la Liubicich abbandona l’Europa, abbandona il XIX secolo e sbarca nel 900, un secolo estremamente complesso per le rivoluzioni ideologiche e mentali che ne saranno protagoniste. La stessa protagonista del libro, Philippa, Phil, è una portabandiera dei fermenti ideologici femministi. Niente più difesa strenua della propria virtù, niente più angosce esistenziali per la mancanza della figura maschile e le difficoltà economiche e sociali che questo comportava a una signorina di nobili natali nell’Inghilterra Regency o Vittoriana. Phil è una donna che lavora, fa addirittura un lavoro pericoloso, l’investigatrice, gira armata, sa difendersi, indossa abiti comodi, odia il suo nome femminile e chiede a gran voce di essere chiamata con un diminutivo che sa di maschile, esce con le amiche per cene e aperitivi…è insomma simile a un uomo. E non lo dico come una critica, anche se chi recensisce mantiene forti perplessità sulle distorsioni che il femminismo ha operato sulla nostra società. Phil appare, e non solo all’apparenza, una donna forte e indipendente, ammantata di sicurezza, spavalda e intraprendente ma non priva di buone maniere. Fu il padre di Phil a creare dal nulla l’agenzia investigativa di cui lei fa parte, lui figlio di un baronetto inglese espatriato negli States alla ricerca del prestigio sociale che gli veniva negato in patria, viene diseredato dal padre per amore di una cameriera creola, la madre di Phil.
Il protagonista maschile, Clive, pare invece un gran bamboccione che si riscatta solo alla fine. Non me ne voglia l’autrice che ne descrive il tratti caratteriali magistralmente. Quest’uomo è né più né meno che un uomo medio, normalissimo, un belloccione poco deciso che solo nel finale riesce a fare una scelta importante. È impaurito dalla sicurezza della donna che ama e per questo si rifugia tra le braccia aride di una donnetta tutta vezzi e capricci da adolescente, che ha per di più un pedigree di tutto rispetto essendo la figlia del suo capo. Nonostante questo, esattamente come succede nella realtà della vita quotidiana, Clive è attratto fatalmente da Phil e lei non sa resistergli. Per quanto sicure e indipendenti, noi donne siamo assolutamente, e per fortuna, succubi dei nostri sentimenti, spesso incapaci di dimenticarli. Chi di noi lettrici non si è mai trovata irrazionalmente coinvolta in una storia sbagliata? Se non esistessero i sentimenti e le circostanze che la Liubicich ha descritto nel suo romanzo non ci sarebbero mariti fedifraghi e donne che per intere vite ricoprono il ruolo di amanti accontentandosi degli scampoli di tempo e trascorrendo i natali e le vacanze da sole.
Phil rischia proprio questo destino perché non vuole assecondare la paura che Clive ha di perderla durante una qualsiasi azione per la cattura di un qualsiasi criminale. Paura che viene rafforzata di pagina in pagina dalla ricerca forsennata del serial killer che ogni mese uccide una ragazza deturpandone il cadavere. Phil non solo si getta nell’investigazione anima e corpo ma affronta il criminale da sola, a volto scoperto rischiando di fare la fine delle poverette che ogni mese scopre morte. Un inciso: la Liubicich riesce con rara maestria a intrecciare scene di passione, scene romantiche e descrizioni di una crudezza raccapricciante amalgamando il tutto in una pietanza succulenta che desta una moltitudine di emozioni nel lettore. E poi alla fine è questo che cerchiamo nello sfogliare febbrilmente le pagine dell’e-reader: le emozioni, che sia lo struggimento di una dichiarazione d’amore, l’eccitazione di una scena di sesso o il terrore di un omicidio. La Liubicich non si smentisce e ci regala emozioni intense senza mai tralasciare, lo ripeto, uno stile linguistico pulito e piacevole, ricco e con rare ripetizioni.
Il finale pende leggermente sul lato romance con un lieto fine che sa di realismo, di ciò che è giusto che sia. L’autrice non si abbandona alla fantasia ma trae spunto dalla realtà, da quello che deve essere, che noi tutti speriamo che sia, piega la storia al buonsenso e a una scelta che la maggior parte delle donne farebbero riequilibrando così, ancora una volta in un equilibrio perfetto, le figure dei due personaggi.
Una lettura consigliatissima!

stella04

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L’Autrice

Pagina Fb: https://www.facebook.com/simonaliubicichautrice/?fref=ts

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