Iperborea • Cristiano Pedrini

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La Eagle

Questa volta il luogo scelto da IPERBOREA non possiede una collocazione precisa perché esso si muove!
Avete capito bene. Contrariamente a tutti i posti che abbiamo imparato a conoscere nelle settimane passate, esso possiede la preziosa capacità di potersi spostare e magari chissà, un domani potreste anche incontrarlo.18057936_1778850305763278_7247605060456804250_n
Parliamo della Eagle, un veliero, nave scuola del corpo dei guardiacoste statunitensi costruita nel 1936 e che, in origine, era stata costruita dal governo tedesco e varata con il nome di Horst Wessel. Successivamente al termine della seconda Guerra Mondiale, il veliero venne ceduto all’America e ribattezzato con questo nuovo altisonante nome.
Nel suo scafo, lungo 80 metri e largo 12, interamente dipinto di bianco, e recante sulla fiancata verso prua, le insegne della guardia costiera, con le bande rosso e blu, può ospitare centocinquanta cadetti e i loro ufficiali superiori.
18157816_1778850079096634_3676659681594663824_nSalendovi a bordo non possiamo non rimanere stupiti dai mille particolari che fanno di questo veliero, che ha superato gli ottant’anni, una stupenda regina del mare, dalla polena, posta a prua che rappresenta proprio un’aquila dorata con le ali spiegate per librarsi in volo, fino al triplo timone che permette a sei cadetti di governare contemporaneamente la nave.
Ed eccoci qui, ad immaginare quante e quali storie potremmo creare su questo brigantino che è in navigazione per diciassette settimane l’anno, normalmente lungo le coste orientali degli Stati Uniti ma spesso anche all’estero, partecipando anche a regate storiche.
Un’avventura con tanti spericolati cadetti e cadette che si arrampicano sui suoi alti alberi, governando le sue vele candide? 17992216_1778850192429956_3420924549754247332_n
Una storia d’amore tra un bell’ufficiale e la sua amata?
Un giallo che si consuma a bordo a cui trovare una soluzione?
Sono davvero molte le situazioni che potremmo immaginarci su questa regina dei mari!

screenshot_439 Cristiano Pedrini

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