Un caffè e tre chiacchiere con Giorgia Golfetto

Anteprima IntervisteGiorgia

Ospite del nostro salotto Giorgia Golfetto, moglie, mamma, blogger, scrittrice…

  • MARE DI INCHIOSTRO: Una domanda per rompere il ghiaccio: Chi è Giorgia Golfetto nella vita di tutti i giorni?

GIORGIA: Sono una mamma e una moglie. Amo leggere e scrivere. Ho sempre preferito pensieri brevi, poi ho ingannato la penna e mi sono dilungata. Ne è uscito Polvere sui ricordi.

  • MARE DI INCHIOSTRO: In un panorama editoriale e di self publishing sempre più vasto e ricco di concorrenza cosa deve fare un autore per distinguersi dalla massa?

GIORGIA: Difficile da dire. Io non credo di distinguermi se non per il tema trattato.
Credo che anche nell’editoria ci siano delle mode e quelle mode portano alcune autrici in cima alle classifiche e alcune sono davvero brave.

  • MARE DI INCHIOSTRO: C’è una frase o un passaggio in particolare nei tuoi scritti che rileggendolo ti ha fatto dire: l’ho scritto proprio io?

GIORGIA: Oh, sì. Ce n’è uno in particolare:
Da loro puoi imparare ad affrontare la vita guardando il mondo e le persone dalla giusta prospettiva, puoi imparare a gioire per una penna colorata, per un sorriso o una carezza. Puoi imparare dal loro orgoglio nel volercela fare da soli, ma non puoi chiedere a chi vorrebbe solo un abbraccio, di salvarti la vita o di darti le risposte a delle domande che nemmeno tu sei in grado di formulare. Loro indicano la strada ma non ti ci accompagnano. Tu, devi trovarla da sola e non tra le vie di Aleppo o in un bimbo adottato, la devi cercare nel tuo cuore, con la tua mente e mettendo a nudo l’anima.”

  • MARE DI INCHIOSTRO: Qual è la domanda cui vorresti rispondere e che nessuno ti ha mai fatto?

GIORGIA: Sì, vorrei solo che la gente non si preoccupasse troppo della parola Guerra.
La tratto ma non in modo profondo, politicizzante o tragico.
È un passaggio obbligato ma non è un libro sulla guerra… ecco.

  • MARE DI INCHIOSTRO: Nei tuoi lavori prediligi curare di più forma o contenuto? Perché?

GIORGIA: Contenuto in primis che non implica il fregarsene della forma.
Devo imparare a curare bene la forma e ho trovato un valido aiuto esterno.
Ma arrivare al cuore della gente e riuscire a comunicare qualcosa è meraviglioso.

  • MARE DI INCHIOSTRO: Qual è il più bel complimento che hanno fatto alla tua scrittura?

GIORGIA: Che devo continuare a scrivere perché la tecnica si affina, lo stile pure, ma il cuore è l’unica cosa che c’è o non c’è e il tuo è grande.

  • MARE DI INCHIOSTRO: Giorgia nuotiamo nel mare d’inchiostro: a quale penna illustre non riesci a resistere? Quale autore aspetti con trepidazione?

GIORGIA: Nel panorama italiano ho un’adorazione per la penna di Massimo Della Penna. Uno stile davvero unico. Adoro Amabile Giusti (anche qui lo stile, nel caso di Amabile è poesia!). Nel panorama internazionale non ho una preferenza singola, mi piace variare.

  • MARE DI INCHIOSTRO: Se dovessi scegliere un genere diverso dal tuo, in quale ti cimenteresti?

GIORGIA: Mi piacerebbe un thriller psicologico o un bell’ironico.
Ma con il primo ci vuole una profonda competenza che forse non ho.
Ma mai dire mai. Chissà!

  • MARE DI INCHIOSTRO: Com’è nata la storia? A cosa ti sei ispirata? Quanto di te c’è nei personaggi?

GIORGIA: La storia è nata principalmente per parlare dei bambini Siriani. Non sono una volontaria e non sono mai stata lì, ma volevo dare il mio contributo.
La scintilla è scaturita dalla lettura di un articolo di un volontario che opera tutt’ora in quei luoghi.
L’ho cercato, l’ho contattato e mi ha aiutata molto nella parte del racconto che riguarda la Siria.
L’idea della parte Romance, invece, è nata per dare voce a quelle donne che si ritrovano di fronte a un precipizio (il motivo che le ha portate lì non è diversamente importante rispetto a quello da me scelto) e si perdono.
Io mi sono persa e ho trovato “la luce” proprio dove e quando non avrei mai pensato di vederla.
Ho compreso quanto sia importante dare il giusto peso alle situazioni, il giusto valore agli eventi e trasformare l’energia negativa in positiva.
E così, se quel precipizio ti fa paura, indossa il paracadute e lanciati.
Prova il brivido di amare la vita e di renderla bella proprio quando ti sembra orribile.

  • MARE DI INCHIOSTRO: Ci sono frasi che… “Mannaggia! Perché non l’ho scritta io?”
    La mia è: “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare…” e la tua?

GIORGIA: Jovanotti ne ha moltissime e io quella l’adorooooo.
Una che amo molto è quella di Gandhi: “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
E poi ce n’è una di Tiziano Ferro: “Io non lo so chi sono e mi spaventa scoprirlo
Guardo il mio volto allo specchio 
Ma non saprei disegnarlo 
Come ti parlo, parlo da sempre della mia stessa vita
Non posso rifarlo e raccontarlo è una gran fatica”.

  • MARE DI INCHIOSTRO: Un libro che avresti voluto scrivere tu?

GIORGIA: “Il Pirata col pulcino nel taschino” di Giordano Alfonso Ricci.

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