Fracture: Rya Series vol. 1 di Barbara Bolzan

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Titolo: Fracture: Rya Series vol. 1

Autore: Barbara Bolzan

Editore: Delrai Edizioni

Data di pubblicazione: 12 gennaio 2017

Genere: Distopico

Pagine: 216

Formato: Ebook € 2,99  –  Cartaceo € 14,03

Sinossi:

Fino a quel momento, non interessavo a nessuno, non contavo granché. Improvvisamente, poi, sono diventata un bene inestimabile, la pedina da muovere con oculatezza sulla scacchiera.
Tutto poteva accadere, per me. Il futuro mi si presentava roseo. E roseo è stato veramente.
Fino a una certa notte.
All’inizio di tutto, c’è un uomo. C’è sempre un uomo: Nemi. Lui che è il capo di un villaggio in lotta contro l’impero, lui che la salva mentre è ferita sulla riva di un fiume. Rya si risveglia a Mejixana e impara a vivere una nuova realtà, così diversa da quella a cui è abituata. La gente sembra accoglierla con benevolenza, mentre lei nasconde un segreto che potrebbe mettere tutti in grave pericolo, compreso il ribelle che la tratta in maniera sprezzante e non si fida della nuova arrivata. Tra loro c’è una lotta in corso di muti rimproveri e niente è davvero come sembra: la frattura tra presente e passato rischia di confondere i sentimenti della giovane.
La storia di una ragazza che combatte per diventare donna e conquistare il diritto di poter amare in un romanzo che vi terrà incollati alle pagine per il susseguirsi dei colpi di scena con cui l’autrice riesce a pennellare il carattere dei suoi personaggi. Benvenuti nel mondo di Temarin, benvenuti nel cuore di Rya.

Recensione a cura di Carlotta Cipriano:

“All’inizio di tutto, c’è un uomo. C’è sempre un uomo.”

Questo è l’incipit di Fracture, già capace di infondere emozioni contrastanti e di far porre tantissime domande. Un incipit irretente per un romanzo che lo è ancora di più!
Infatti, all’inizio di tutto c’è una storia fantastica, la storia di Nemi, la storia di Rya, fra villaggi umili e fangosi, foreste sempreverdi ma insidiose e ricordi di città splendenti.

“Lui parlava poco, osservava tutto, aveva sempre atteggiamenti spicci, quasi scostanti” …
“La barba non era lunga, ma sciattamente incolta. I capelli arrivavano fino a metà schiena e un nastrino rosso li teneva legati. Possedeva uno sguardo sgradevole e penetrante. Gli occhi, piccoli e dagli angoli volti all’ingiù, erano sormontati da alte e folte sopracciglia scure. Le iridi sfumavano tra il giallo e il verde, e spiccavamo creano un forte contrasto con la pelle bronzea.”

Lui è Nemi, capo dei ribelli del villaggio di Mejixana, un uomo forte di corpo e di tempra, un passato ombroso e un forte legame con il per niente affabile fratellastro Alher.

“Io piccola e bruna”… ” Rya era rosso, contornato di nero”

Rya, principessa di Temarin, futura regina di Idrethia, una giovane donna testarda e caparbia, per niente ingenua nonostante cresciuta negli agi e nella sicurezza del suo palazzo; un rapporto morboso con la sorella Alsisia che le ha fatto da madre, un confronto sempre presente, un’ombra dietro la quale vivere.
Le strade di Nemi e Rya s’intrecciano per caso, in un giorno di pioggia presso le sponde di un fiume. Da qui comincia il loro viaggio, un apparente ricongiungimento fra una donna e suo marito, una storia che in realtà nasconde molto di più… un passato intrigante e un presente contorto che lega i due protagonisti quasi inconsapevolmente.
Ho scelto di leggere questo romanzo perché mi incuriosiva l’idea di sperimentare un nuovo genere letterario, quello distopico, e fino all’ultima parola non me ne sono mai pentita. Sono stata totalmente risucchiata da questo nuovo mondo, distante anni luce dal mio, tanto da sentirmi parte integrante di esso.
Ho camminato accanto a Rya, ho vissuto insieme a lei le sue avventure, ho ascoltato i suoi ricordi, ho sentito gli stessi odori e ho visto le stesse cose. E così ho potuto capire quanto la vita di una principessa sia distante dalla realtà, quella realtà che però sono costrette a vivere quasi tutte le persone abitanti di un regno, e quali e quante siano state le sue difficoltà ad adattarsi a questo cambiamento.
E così anch’io sono rimasta affascinata da Nemi.
Ciò che ho apprezzato molto di questo romanzo è la decisa caratterizzazione dei personaggi, non solo dei protagonisti, ma anche di quelli secondari; un intreccio di persone e vicende coinvolgenti ma dai contorni sfumati e tutto ancora da scoprire.
Una scrittura lineare e affascinante proprio per l’uso di termini desueti in accordo con il contesto ricreato dalla scrittrice, un perfetto incastro fra passato e presente, fra ricordi e realtà: ed è proprio Rya a mettere al corrente il lettore dei fatti che ha vissuto, delle scoperte che ha fatto. Vuole raccontare la sua storia e ha davvero tanto da dire e da condividere. La narrazione procede incalzante ed è capace di travolgere e trasportare il lettore in un turbine di emozioni che lascia senza fiato… tuttavia il finale è aperto, lascia insoddisfatti e con la voglia e la necessità di arrivare fino in fondo e svelare tutti i misteri.
Non resta allora che attendere il seguito: “Sacrifice”.
Questo però è Fracture di Barbara Bolzan ,un romanzo che sa di resine, di legno bruciato, di pelle… un romanzo dai toni verdi e blu, di ghiaccio e di profondità, e di rosso, caldo e confortante; un romanzo cui è possibile, senza vergogna, affibbiare colori e sensazioni.
Lo consiglio a chi ama il genere distopico e a chi, come me, non aveva mai letto niente del genere, perché ne vale la pena; lo consiglio a chi ama le letture in cui, volente o nolente, sono attivati tutti i sensi e in particolar modo l’olfatto; lo consiglio a chi ama fare un tuffo nel passato, in un mondo molto distante dal nostro, e a chi ne sa apprezzare il valore.

stella05

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2 thoughts on “Fracture: Rya Series vol. 1 di Barbara Bolzan

  1. Grazie, davvero mille grazie a Mare di Inchiostro e a Carlotta, per essere entrati a tal punto nel mondo di Rya da accettare di sentirsi invasi da queste sensazioni!
    E’ stato bellissimo leggere questa recensione, vederti avanzare insieme a lei.
    Grazie di cuore.

    Mi piace

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