Boris: Storia di uno strano di Massimo Della Penna

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Titolo: Boris: Storia di uno strano

Autore: Massimo Della Penna

Editore: Amazon Media EU S.r.l.

Data di pubblicazione:  20 marzo 2017

Genere: Narrativa

Formato: Ebook €0,99    Cartaceo €10,39

Sinossi:

Boris è un ragazzino geniale che insegue un sogno: andare a scuola. La sua sindrome di Asperger, il suo mutismo e la miopia degli ispettori ministeriali che analizzano il suo caso rendono il percorso impervio. Mentre attende il suo banco a scuola, incontra Yuki, ragazzo dotato di un talento canoro straordinario. La storia di questi due amici speciali è intrecciata a doppio filo alle vicende di due giovani amanti, una donna in fuga da un ex marito violento e un militare dal fisico atletico, che all’improvviso smette di rispondere alle sue lettere d’amore.
Riuscirà Boris a ottenere il suo agognato banco?
E i due amanti riusciranno a ritrovarsi?
Tratto da tre storie vere.
Crude come la realtà

Estratti:

Salirono insieme gli ultimi scalini della notte fin sulla terrazza luminosa del giorno nuovo. Poco prima che un sole caliginoso facesse capolino tra le nubi basse in lontananza, lei si addormentò con la testa sudata sulla sua spalla destra. Quando riaprì gli occhi, Umberto la fissava con intensità. «Perché mi guardi mentre mi sveglio?» «Adoro ammirare l’alba».

D18301414_10209075076305424_4969536529831111906_nopo gli abbracci e le promesse, si separarono all’aeroporto, davanti la fila per i controlli. Lei salì al piano superiore, dove c’era una grande vetrata. Rimase a guardare l’aereo che rollava sulla pista, si fermava, portava i motori al massimo e poi prendeva il decollo tra due file di lucine fitte. Miss Gilda sentiva che con quell’aero era decollata una parte importante di sé. La parte dove correvano le nuvole cariche di luce, dove18057748_10209075071985316_2767873415830575097_n.jpg i dolori erano acque tiepide in cui sarebbe stato dolce bagnarsi ancora, quella parte chiusa a chiave, dove quando apri la porta, tutto torna. Sentì che se veramente aveva voglia di vivere, un giorno o l’altro avrebbe dovuto ritrovarla, quella parte che era decollata. Doveva solo trovare il coraggio di partire.

E tornare a volare.

Con quell’udienza, finalmente loro due non erano più niente. Questo le bastava. I suoi tentativi di farla sentire male erano stati vani, non poteva sapere che un altro uomo era all’orizzonte a darle la forza necessaria. Eppure, quando tutto finì, si sentì vuota. Nel pomeriggio ne parlò con Emone. Suo padre girò il volto per non mostrare la lacrima scesa. Lei, come Alcinoo dinanzi a Ulisse, fece finta di niente. Lui si asciugò goffamente e le disse, tornando a guardarla:
«Oggi ti senti vuota, bene, guarda il lato positivo, potrai riempirti di quello che vuoi».

Yuki scrutava un cielo diversamente stellato, più o meno nello stesso istante. Cantava una melodia (Somewhere over the rainbow, di Harold Arlen) che risuonava sotto la coltre di neve della realtà, sottile come un vetro trasparente, una lastra immensa ai confini del cielo che separava il mondo visibile da quello invisibile.

18301793_10209075074265373_7212191463134911242_nUn giorno esprimerò un desiderio su una stella cadente mi sveglierò quando le nuvole saranno lontane dietro di me dove i problemi si fondono come gocce di limone lassù in alto, sulle cime dei camini, è proprio lì che mi troverai da qualche parte sopra l’arcobaleno ci sono i sogni che hai osato fare, oh perché, perché non posso io? Tutto era collegato. Tutto.

Erano anni che viveva come una palla di neve su un declivio: avanzava per forza di inerzia, accumulando detriti nella discesa. E certi giorni non arrivava a sera: vi franava.

S’era ricordato quello che lei gli aveva risposto quando le aveva chiesto perché chiudesse gli occhi mentre lo baciava: «Li chiudo perché sulle tue labbra c’è troppa luce».

Pensò che Yuki era un nome decisamente azzeccato per il suo amico: scendeva lieve nella vita delle persone, senza fare rumore, come la neve, e come la neve andava via, cambiando tutto il paesaggio.

L’Autore:

Massimo della Penna non ama parlare di sé, avendo avuto pessime esperienze. Ci tiene a segnalare la sua origine campana, e il suo essere emigrato come le rondini, solo al contrario, da un posto caldo (Napoli) a uno freddo (Milano, prima, Torino, poi).
È un avvocato d’affari, ha due figli per i quali vive, una moglie, e mille passioni, tra cui le moto, i rollerblade, l’astronomia, la fotografia e i libri.

 

 

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