Arrivederci all’inferno di Luciano Dal Pont

CoverTitolo: Arrivederci all’inferno

Autore: Luciano Dal Pont

Genere: Horror Erotico

Editore: Eroscultura

Data pubblicazione: aprile 2017

Pagine: Ebook 309

Formato: Ebook € 5,99 • Cartaceo disponibile a breve

Sinossi:

Volete dormire tranquilli questa notte? Bene, allora non leggete questo terrificante romanzo! Arrivederci all’Inferno, più che un saluto, è un invito a venire a scoprire il lato più oscuro, mostruoso, crudele della mente umana. Tutti noi viviamo nel perenne equilibrio tra il bene e il male. Fin da piccoli veniamo educati a percorre solo il bene. Cosa accade a chi invece si immerge totalmente nelle limacciose, profonde acque della cattiveria? Uccide, violenta, squarta, tortura. Peggio. Lo fa su dei ragazzi. Ecco perché questo strepitoso romanzo horror non è per tutti i lettori. Solo per chi, forte, equilibrato, desidera per alcune ore lasciare la rassicurante strada della bontà per immergersi nel male più assoluto, per vedere cosa c’è dall’altra parte, per comprendere come bisogna davvero starne lontano. Gli effetti sono devastanti e come il bene ha il suo costo – quanti vaffanculo ingoiamo?- anche il male prima o poi presenta il conto. Salatissimo. Luciano Dal Pont ci introduce gradualmente alla narrazione, all’inizio sembra un giallo, con dei manoscritti che passano di mano e che lentamente si dipanano fino a mostrarci quanto è orrendo, o affascinante, l’Inferno. Preparatevi a soffrire, dopo starete meglio. Se non sarete impazziti. RIGOROSAMENTE ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO E CONSAPEVOLE DI LEGGERE UN ROMANZO DI RARA CRUDEZZA, BANDITO DALLE LIBRERIE ONLINE PER LE SCENE DI VIOLENZA SU MINORI.

Dal Capitolo 1 – Preambolo
Quando finalmente arrivai alla fine, gli domandai come avesse potuto accettare quella roba da quella persona, da quel mostro, come avesse potuto prendersi in carico quel manoscritto le cui pagine grondavano sangue e trasudavano sadismo e inaudita sofferenza, insieme all’impegno che sosteneva d’aver assunto con l’autore, ammesso che fosse tutto vero. […]

Il manoscritto
18 giugno 2010, sera, si sono appena spente le luci.
Ho poco tempo.
Sì, ho davvero poco tempo, in realtà non so nemmeno se riuscirò a terminare di scrivere quello che ho in mente, ma ci provo. Intanto inizio, poi staremo a vedere.
Racconterò tutto il male che ho fatto ma cercherò di non essere prolisso, perché per dire quello che ho da dire mi devono bastare questo quaderno e questa penna e questa piccola torcia elettrica e i pochi giorni e le poche notti che ancora mi concederanno, e perché è tutto così semplice nella sua orribile, tragica linearità. […]
Io però me le ricordo tutte, le mie vittime, me le ricordo una per una […]
Ricordo infine la loro morte.
Sì, di ognuna di loro la ricordo, la morte, e di ognuna di loro rivedo gli occhi nel momento in cui si spense in essi la luce della vita […]
Sì, li ricordo bene quegli occhi accusatori fissi nei miei con una terribile domanda inespressa a tenerli accesi ancora un istante, ancora un solo ultimo istante, l’ultimo istante della loro breve vita.
Perché?
Già, perché, chiedevano quegli occhi.[…]

Dal Capitolo 3
25 giugno, mattina

[…] Non ero io quello che stava per fare qualcosa di così abnorme da sfuggire a ogni possibilità di sublimazione mentale.
Non ero io.
O forse sì, forse era proprio quello il più vero me stesso. […]

[…] Si avvicinava.
Non c’era nessuno.
No, no, rimando…
Ricordo il cuore che scoppiava.
Ricordo la sensazione di non avere più saliva in bocca.
Ricordo le mani sudate e la bomboletta che mi scivolava tra le dita.
E poi non so.  […]

Dal Capitolo 4
29 giugno, sera
Me ne stetti tranquillo per tre mesi, se quella mia presunta e relativa tranquillità si può davvero definire tale, poi presi la figlia dei gestori della trattoria. […]

29 giugno, si sono appena spente le luci
Io li sento, sapete?
A volte, quando si spengono le luci, io li sento, li sento che cominciano la loro danza di morte, qui, proprio qui accanto a me, attorno a me.
E ballano e ballano e ballano.
E nel buio la loro danza è frenetica.[…]
Non ho rimorsi. Non ho rimpianti. E i fantasmi non esistono.
Loro però adesso sono qui. Evitano il fascio di luce della torcia ma sono ancora qui, attorno a me, nel buio.
E ballano e ballano e ballano.[…]

30 giugno, la una di notte
La tenni con me per quasi due settimane e in quel tempo lei capì che l’inferno così come viene descritto è niente, è soltanto un fresco e ameno paesaggio bucolico dove regnano la pace e l’amore, in confronto a quello che le feci patire.[…]
Sopraffatta e annichilita da un terrore inconcepibile, perse il controllo del suo corpo e […]

L’Autore

Luciano Dal Pont è nato a Milano nel 1956. Attualmente vive in provincia di Pavia. Poliedrico e irrequieto avventuriero scavezzacollo un po’ folle e un po’ sognatore, corridore automobilista e pilota d’aerei, scrive fin da quando era bambino, anche se soltanto in anni più recenti ha iniziato a farlo nell’ottica di pubblicare e di affermarsi come scrittore. Ha esordito nel 2014 con Il comandante e la bambina, una sorta di favola moderna, metaforica e surreale, inizialmente pubblicata da Edizioni La Gru. Nel 2016 ha auto pubblicato su Amazon la prima versione dell’horror erotico Arrivederci all’inferno. Una nuova versione di questo romanzo, riveduta e ampliata, esce nel 2017 pubblicata da ErosCultura Edizioni.

Link d’acquisto: http://www.eroscultura.com/prodotto/arrivederci-allinferno

 

 

 

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