Polvere sui ricordi di Giorgia Golfetto

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Titolo: Polvere sui ricordi

Autore: Giorgia Golfetto

Editore: Self Publishing

Data di pubblicazione: Marzo 2017

Genere: Narrativa contemporanea • Poesia

Pagine: 162

Formato: Ebook €0,99 • Cartaceo €8,32

Sinossi

Angela è una psicologa e una moglie, una donna felice e piena di vita.
Una perdita, il dolore, l’insoddisfazione e un infido senso di inadeguatezza mettono in discussione la sua vita apparentemente perfetta.
Ed è per questo che Angela abbandona tutto per prestare volontariato in Siria, cercando di trovare un appagamento personale o, forse, solo di zittire i propri demoni.
Il lungo viaggio di questa coraggiosa e incosciente donna si rivelerà essere un cammino di introspezione personale, dove lontano e vicino, amore e amicizia si mischieranno confondendo i propri limiti.
Può la polvere che copre i ricordi scoprire i cuori e liberare le emozioni?

Recensione a cura di Giunia Fagiolini

Polvere sui ricordi” è il romanzo d’esordio dell’autrice Giorgia Golfetto, un viaggio poetico alla ricerca della propria anima, dei valori della vita che sembravano sbiaditi.
Angela, giovane psicologa, dopo una gravidanza mancata e un periodo di crisi con il marito, l’amore di una vita Pietro, decide di partire per la Siria mettendo a disposizione le sue capacità per i bambini vittime della guerra civile.
Raccontato in prima persona dalla protagonista, la psicologa Angela, il romanzo ci porta subito a vivere attraverso gli occhi della stessa. Angela non si nasconde, non finge di essere quella che non è. Ci induce ad apprezzarla nella sua umanità, con tutte le sue debolezze e paure.

Ho sempre vissuto come un treno ad alta velocità, ho sempre rincorso tutto pur di averlo, ma quando persi il bambino, quando le mie speranze si spensero di mese in mese, ogni cosa fu inutile. Me la prendevo con tutti, mio marito in primis senza pensare che, forse, doveva semplicemente andare così, che forse, avrei dovuto avere pazienza o che adottare un bimbo bisognoso non mi avrebbe resa meno mamma e lui meno figlio mio. Ho capovolto tutto per poi ritornare a rigirarlo solo per dare sollievo al mio dolore interiore e mi sono smarrita. Il problema è che il senso della vita non è racchiuso in ciò che fai, ma in come lo fai e in ciò che sei.

Angela, nonostante un matrimonio con un uomo che ama e una bella professione non si sente realizzata, nella sua vita manca qualcosa. Questo qualcosa si manifesta nella proposta di Max, volontario in Siria: fare le valige e partire in una zona devastata da un conflitto di cui nessuno parla, che nessuno vuole vedere. Gli occhi del mondo sono bendati di fronte alla richiesta d’aiuto di questo popolo, che chiede solo di essere ascoltato. Di non essere ignorato.

Da loro puoi imparare ad affrontare la vita guardando il mondo e le persone dalla giusta prospettiva, puoi imparare a gioire per una penna colorata, per un sorriso o una carezza. Puoi imparare dal loro orgoglio nel volercela fare da soli, ma non puoi chiedere a chi vorrebbe solo un abbraccio, di salvarti la vita o di darti le risposte a delle domande che nemmeno tu sei in grado di formulare. Loro indicano la strada ma non ti ci accompagnano. Tu, devi trovarla da sola e non tra le vie di Aleppo o in un bimbo adottato, la devi cercare nel tuo cuore, con la tua mente e mettendo a nudo l’anima.

Il cambio di prospettiva e un nascente sentimento per il collega di volontariato Max indurranno nella giovane psicologa un percorso di maturazione che la renderà più consapevole del valore della vita e la porterà a rivedere tutta la sua esistenza sotto una luce nuova. Gli orrori della guerra, mostrati nella loro crudeltà, fanno da sfondo al percorso interiore di Angela, che dalle macerie rinascerà più forte, più temprata. Nelle situazioni di crisi tutti i sentimenti vengono enfatizzati, le amicizie hanno più peso, le persone più valore. Perché tutto è effimero, sai che puoi vedere morire i tuoi compagni da un momento all’altro. Questa è la guerra. Toglie tutte le certezze.

Non so se fu una mia personale impressione, ma mi sembrò di sentire il tanfo della paura e della morte mentre l’auto si addentrava sempre più nel territorio “pericoloso”. Forse fu il quantitativo di polvere che il poco vento trasportava per il paese, quella polvere che raccontava la storia di interi quartieri distrutti e di persone che cadevano come insignificanti birilli di una partita a bowling contro la morte.
Era l’odore della terra arsa dal sole e dal fuoco della guerriglia, dall’odio innaturale emanato da un virus senza cura.
Tutto questo è la guerra, solo un male.

La capacità narrativa di Giorgia si manifesta con una prosa scorrevole che ci porta a vivere con gli occhi della protagonista le vicende nelle quali si intreccia una cruda realtà con una sottile vena poetica. Ho apprezzato molto le poesie che aprono i vari capitoli del romanzo e che contribuiscono ad arricchirlo e a completarlo.
Un esordio coraggioso, controcorrente e perfettamente riuscito. Spero che l’autrice continui a regalarci emozioni e anche importanti spunti di riflessione.
Lo consiglio a tutti.

stella05

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Mani che accarezzano
la malattia di un sentimento perduto
lacerando la carne
e deturpando l’animo.

Fuochi d’artificio
rosso sangue su cieli di macerie
seminano la fine
inneggiando la speranza.

Vie del gusto
lastricate di paure a doppio senso
con reali false indicazioni
di rette vie da tempo tortuose.

Nobili parole
incise a fior di battigia
indelebili nel loro significato
che lottano con il mare a ogni rintocco d’onda.

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L’Autrice

La pagina facebook di Giorgia Golfetto: https://www.facebook.com/LapaginadiGiorgia/

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