La gran dama di Pitti Duchamp

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Titolo: La gran dama

Autore: Pitti Duchamp

Editore: Self Publishing

Data di pubblicazione: aprile 2017

Genere: Romance storico

Pagine: 329

Formato: Ebook €0,99

Sinossi

1851, Torino. All’incantevole sedicenne Matilde Stazzei basta un solo ballo per innamorarsi del Conte Gherardo Ostriani, dongiovanni e affascinante tessitore di trame politiche tra il Regno di Sardegna e la corte imperiale francese. Per tre anni lo ama silenziosamente e mentre gli uomini le cadono ai piedi, attratti dalla sua mirabile bellezza e dal patrimonio del padre, lei sogna di perdersi di nuovo tra le sue braccia. Il suo desiderio pare diventare realtà quando viene scelta per essere la futura Contessa Ostriani. Eppure Gherardo non è il principe azzurro che ha popolato le sue fantasie e la giovane è costretta a fare i conti con il muro che il bel Conte le oppone. Matilde, determinata e fedele ai suoi sentimenti, darà inizio alla battaglia più faticosa della sua vita: conquistare il cuore di suo marito. Il racconto di un amore che sboccia e cresce tra le ambizioni unitarie del Regno di Sardegna guidato dai Savoia e l’edonismo della corte imperiale francese di Napoleone III. Intrighi, tradimenti e passioni sullo sfondo della grande storia risorgimentale italiana.

Recensione a cura di Giunia Fagiolini

“La gran dama” è il romanzo storico dell’esordiente Pitti DuChamp, uscito in tutti gli store di Self publishing nella nuova versona rieditata e arricchita nei contenuti.
Ambientato tra il Piemonte e la corte di francese dell’imperatore Napoleone III nell’anno 1851, intreccia le vicende sentimentali e di formazione della giovanissima Matilde Stazzei. La ragazza a soli sedici anni vede concretizzarsi i suoi sogni ad occhi aperti quando incontra ad un ballo l’affascinante Gherardo Ostriani, bello e con la fama di rubacuori impenitente. Matilde conserva nel suo animo e nei suoi sogni il ricordo dell’unico ballo che ha condiviso con il bel nobile, idealizzando la sua personalità fino a quando i due si rincontreranno, dopo tre anni.

Lui era carne, carne e sangue, e sprigionava vitalità e virilità da ogni poro della pelle di quella scultura che era il suo corpo. Lei lo tenne stretto a sé, ancora dentro di sé, avvinghiandogli le lunghe gambe attorno ai fianchi.

La ragazza si è fatta ancora più affascinante e il giovane Ostriani non può fare a meno di essere attratto da lei, ma non per questo è disposto ad abbandonare le sue abitudini da libertino impenitente. A questo punto entra in scena la nonna del bel Conte, conosciuta come “la Contessa d’acciaio” per il suo carattere forte e determinato, che vede nella figura della giovane, la sposa ideale per il nipote scapestrato. Nonostante le iniziali resistenze del giovane Conte, Matilde e Gherardo si sposano e da lì ha inizio una serie di vicende e intrighi che si intrecciano nella storia del nostro Risorgimento, mescolando con abilità eventi storici e finzione letteraria…

“Mia cara non hai veramente idea di come sia Matilde, non puoi minimamente comprendere cosa voglia o cosa la faccia soffrire perché lei non è come te, lei non è come me. Lei è infinitamente superiore a noi e non so veramente cosa avrei potuto desiderare di più dalla vita se non avere lei per moglie”.

Avevo letto la prima versione di questo romanzo che, seppur bisognoso di qualche limatura, mi era apparso come un lavoro accurato e molto fedele alle vicende storiche del nostro bel Paese.
Se all’inizio il libro può sembrare il classico Romance storico, con le tipiche scaramucce tra innamorati, con la seconda parte emerge un intreccio strettamente collegato con la Grande Storia e i protagonisti del nostro Risorgimento che si affiancano alla crescita e alla maturazione della protagonista Matilde. Quello che colpisce è il peso che hanno avuto le donne nelle vicende storiche: accanto a Matilde troviamo la sua antagonista, la famigerata Contessa di Castiglione. Altre figure importanti sono la già citata Contessa d’acciaio e l’Imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.
Questo poker di donne, ognuna forte e ricca di personalità, sarà determinante nella stesura degli eventi che hanno caratterizzato le nostra storia e quella dell’intera Europa.

“Maestà, c’è onore nella fuga? Pensate che potrei fuggire salvando l’onore? Quale onore? E nel lasciare la patria in mano a persone indegne, c’è onore? Nell’omertà o nell’ignavia, c’è onore? Amo mio marito, amo il Piemonte, amo l’Italia, amo l’Europa. In questi amori risiede la mia libertà e liberamente scelgo di rimanere al fianco del Conte Ostriani. Vi ringrazio con tutto il cuore della vostra schiettezza, sapere che tutti sanno è un’arma di difesa di considerevole potenza. Adesso se mi congedate, raggiungerò mio marito”.

L’autrice è stata molto brava a portarci nel cuore degli eventi senza essere noiosa o saccente, tra un passo di valzer e un intrigo di corte ci troviamo catapultati indietro nel tempo e questa passeggiata nella Storia non può che lasciarci più arricchiti, e perché no, anche più colti.
Lo consiglio a tutti, anche a chi di solito non legge i romanzi storici, ognuno può trovare il giusto equilibrio tra cultura e romanticismo.

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L’autrice

Pitti Duchamp, classe 1981, abita in Mugello, provincia di Firenze insieme al marito e a due figli, una bambina e un maschietto.
Appassionata di storia, di burlesque, di vintage, si sente a proprio agio solo quando ha in borsa l’e-reader perché non smette mai di leggere qualunque cosa le passi sotto le mani con incredibile voracità.
Ha pubblicato in self “La gran dama” per la serie D’amore e d’Italia. Seguiranno gli altri volumi della solita serie.

 

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