Klein Blue di Cristiano Pedrini

 

kelin blue 3

 

Titolo: Klein Blue

Autore: Cristiano Pedrini

Editore: Aletheia Editore

Data di pubblicazione: 22 agosto 2016

Pagine: 204

Genere: Romance Male to male

Formato: Ebook €2,99 • Cartaceo € 13,60

 

Sinossi

Nord dell’Inghilterra… Una piccola isola, in mezzo ad un lago… Un vecchio albergo diroccato che ricorda i fasti della Belle Époque… Un ragazzo che desidera apparire come un semplice turista, con passato che cerca di tenere ben nascosto… Un inguaribile Casanova che non si avvede di una donna che lo vorrebbe solo per sé… Benvenuti nella contea di Northumberland!

Recensione a cura di Milady

A Northumberland, una tranquilla contea inglese conosciuta per via del suo decadente albergo in stile liberty, situato su di un’isola al centro di un lago; fa il suo arrivo Jayce, un giovane turista dai meravigliosi occhi blu. Ma questo ragazzo non è un semplice vacanziero: il cognome che porta, infatti, potrebbe attirare su di lui l’inimicizia degli abitanti e causare la prematura rottura del neonato rapporto con Keith, il giovane sindaco della contea, per il quale prova teneri sentimenti ampiamente ricambiati. Ma non è solo questo il motivo per il quale la sua identità deve essere ben celata, un motivo che viene dal suo passato ed è legato al tatuaggio scolorito che porta sulla caviglia. Che significato avrà? E perché è cresciuto sotto una campana di vetro per tutto questo tempo, tanto da indurlo a fuggire per cercare la sua liberà?
Questo viaggio, per Jayce si potrebbe rivelare potrebbe rivelarsi molto di più che una vacanza lontano dal mondo dal quale proviene. Riuscirà a fare i conti con sé stesso ed il suo passato, uscendone vincitore? A voi scoprirlo!
Questo romanzo è ambientato ai tempi moderni, narrato da una voce onnisciente con lo stile semplice ma arricchito di termini forbiti caratteristico di questo autore. Nonostante presenti errori sintattici e qualche refuso, che potrebbero rallentare un poco la lettura, la trama avvincente ricca di colpi di scena bilancia questo aspetto, tenendo il lettore attaccato volentieri alle pagine.
I personaggi sono ben costruiti, rivelati mano a mano che prosegue il racconto, come se ne facessimo la conoscenza sempre più intima e profonda; così come gradualmente si rivela a noi il quadro complessivo.
Jayce è un ragazzo appena maggiorenne fuggito da casa alla ricerca di se stesso. Avventuratosi in un viaggio nella contea di Northumberland, non perderà occasione di sfoggiare il suo carattere forte e la lingua tagliente; che in realtà contribuiscono a celare una grande generosità e fragilità, oltre alle ferite causate dal rapporto con il padre e alla rabbia che queste hanno causato…
Ciò che mi ha colpita di questo personaggio è proprio il binomio che convive in lui: una lingua tagliente che può indisporre i più, ma che nasconde un gran cuore; oltre ad una fragilità che arriva a contrastare con la grinta che dimostra; che arriva inaspettata.

Ad un tratto ebbe l’istinto di chiudere gli occhi, continuando a camminare lasciandosi così guidare solo da quell’irreale silenzio che lo stava accompagnando da quando aveva lasciato la strada principale.
Sentiva solamente il proprio respiro, calmo e regolare, mentre une brezza fresca gli invadeva i polmoni, traendone un insolito senso di leggerezza, unito al rumore impercettibile dei propri passi che lo conducevano sempre più all’ interno.
Ogni tanto il cinguettio dei qualche uccello risuonava lontano, come se lo stesse scortando lungo il sentiero.
All’improvviso sbatté contro qualcosa che lo fece cadere all’indietro sino a farlo finire a terra.
«Ma che diavolo!» Mormorò riaprendo gli occhi dopo aver sollevato il capo verso l’alto.
Davanti a lui si era materializzato un uomo che lo fissava con aria perplessa.
«Dovresti tenere gli occhi aperti mentre cammini» gli consigliò, sorridendo ironico.
«Se io li tenevo chiusi, i tuoi dov’erano?» replicò Jayce risentito.
«Ma guarda, adesso è colpa mia!» osservò l’altro, allungando lentamente la mano per aiutarlo a rialzarsi.
Il ragazzo, ignorandola, si rimise in piedi da solo, pulendosi i pantaloni dalla polvere.
L’uomo dai capelli lunghi e castani lo fissò, sorpreso da quell’atteggiamento indisponente.
«Non ti hanno mai detto che è scortese rifiutare un aiuto?»
«Non ne avevo alcun bisogno. Sono solamente caduto a terra» rispose Jayce «anche se per colpa tua!»
Lo sconosciuto non riuscì a trattenere la propria ilarità nel vedere quel ragazzino così supponente sfidarlo senza farsi troppi problemi.
Un particolare su tutti emergeva con prepotenza in quel viso dai lineamenti così delicati: i suoi grandi occhi azzurri, limpidi come il cielo che aveva visto innumerevoli volte sollevando lo sguardo la mattina, quando si alzava per uscire di casa.

Keith è il giovane sindaco della contea, avvezzo agli amori estivi nei quali si getta a capofitto salvo poi rimanerne scottato quando essi tornano dal luogo in cui sono venuti. Ma il rapporto con Jayce è diverso dai precedenti… è forte e sincero, vero e reale. Il loro rapporto e il loro amore cresce mano a mano durante il racconto, tanto che Keith farebbe qualunque cosa per la persona che ama… anche rischiare di superare il labile confine tra bene e male.
Mano a mano che prosegue il racconto, Keith sarà messo dinnanzi a decisioni sempre più difficili; tanto che l’evoluzione di questo personaggio a partire dalla metà del libro fino alla fine, mi ha sorpresa e colpita, contribuendo ad appassionarmi alla lettura.

La voce del giovane, fattasi calma e profonda, echeggiò nella stanza con la stessa forza di un ciclone che spazza via ogni cosa sulla propria strada: «Allora dobbiamo colpirli e fare loro tutto il male possibile! Devono capire che verranno trattati con la stessa crudeltà che loro hanno dimostrato […]»
«Diventeremmo come loro…»
«Occhio per occhio, dente per dente… come dice la Bibbia» rispose Keith. […]

Compaiono anche altri personaggi che mano a mano riveleranno aspetti inaspettati… Penso a Madame Counard, l’affabile proprietaria della pensione in cui alloggia Jayce. È una donna saggia e una brava cuoca…
Oppure penso al padre del nostro protagonista: sarà lui a costituire un nodo fondamentale per l’elemento drammatico di questo racconto, ed è lui il custode di memorie che possono aiutare a ricostruire il passato del figlio.
Ma sono anche altri i personaggi che presentano volti inaspettati, che sia nel bene o nel male. E sono queste evoluzioni inaspettate a tenere il lettore incollato alle pagine, ma non solo… sono anche un segno dell’abilità dell’autore nel creare la storia.
Credo di poter affermare con sicurezza che questo è un libro diverso rispetto agli altri scritti da questo autore. È un libro che presenta sfumature più drammatiche e angosciose. Infatti dramma e mistero si intrecciano con la dolce e tenera storia d’amore tra Keith e Jayce, in un crescendo di drammaticità non eccessiva che tiene il lettore con il fiato in sospeso fino al penultimo capitolo, in un viaggio alla scoperta non solo del sentimento che lega i due, ma anche del misterioso quanto sconcertante passato di Jayce, che torna con forza a reclamare il suo posto nella vita del giovane, spezzando in maniera quasi brutale la labile tranquillità che i due amanti erano riusciti a raggiungere. Un turbinio di emozioni, miste a un poco di angoscia, sospingono la lettura verso un dolce , tenero finale, degna conclusione di questa storia che dimostra la sensibilità dell’autore; la stessa ch’egli ha usato nel trattare i temi delicati che si incontrano nel corso di questa storia. Temi affrontati si con il giusto grado di delicatezza, ma anche in modo tale da permettere una presa di coscienza, da parte del lettore, di una realtà sommersa ma purtroppo presente.

Sentì il suo capo posarsi delicatamente contro il petto e le sue braccia allungarsi, fino a cingergli il collo.
«Anche se a volte esageri… non potrei pensare di non trascorrere le mie giornate senza di te…» Gli confidò, cercando di mantenere un tono distaccato mentre il leggero tremore della voce tradiva ben altri sentimenti.
«Dubita che le stelle siano fatte di fuoco; dubita che il sole si muova; dubita che la verità sia bugiarda, ma non del mio amore non dubitare affatto…» gli rispose Keith, proseguendo il suo cammino.
«Questa citazione non è tua, imbroglione.»
«Shakespeare è di tutti,» ribatté il giovane aumentando il passo.

Personalmente questo romanzo mi ha colpita molto, con le situazioni che scatenano nel lettore emozioni forti e contrastanti e la presenza di un elemento ancora quasi tabù per la gente ben pensante. Leggere questo racconto mi ha imbrigliata in un vortice di emozioni positive e negative, ma sempre autentiche e trascinanti; emozioni tali che mi hanno tenuta con il fiato sospeso fino all’ultima pagina o quasi. Il dolce finale della vicenda che ha creato tensione è una carezza, una coccola dolce e calda che racchiude speranza verso un futuro migliore e luminoso per i nostri protagonisti e coloro che gli sono stati accanto. Anche se potrà sembrare scontato ciò che sto per dire, davvero questo romanzo fa rendere conto che dopo la tempesta torna il sereno per tutti noi; e così è stato anche per i nostri protagonisti, che ne sono usciti cambiati nel profondo dell’animo, cresciuti, più adulti e consapevoli del loro posto nel mondo. Un romanzo forse più tosto rispetto agli altri, ma che racchiude una bella storia di riscatto verso il passato. Lo consiglio.

stella04

L’autore

Nato negli anni ’70, Cristiano Pedrini lavora dal 1998 in una biblioteca nella provincia di Bergamo. Nell’agosto del 2014 ha ricominciato quell’esaltante e incredibile avventura che è la scrittura per ritrovare sé stesso.
Il suo sito è www.cristianopedrini.it
La sua pagina Facebook è https://www.facebook.com/cristianopedrini.it/

 

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