Iperborea • Cristiano Pedrini

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Canfranc

Eccoci alla prima puntata di IPERBOREA, una rubrica che prende il nome de una terra leggendaria, patria del mitico popolo degli Iperborei. Essa vuole essere uno spazio dove scoprire luoghi capaci di far volare la nostra fantasia, immaginandoci nuove storie, incredibili avventure e farci sognare ad occhi aperti.
“PIU’ GRANDE DEL TITANIC!”
No, non parliamo di una nave…
Questo era lo slogan pubblicato per l’apertura della stazione ferroviaria di Canfranc: una vera nave di pietra e cemento lunga oltre 240 metri, decorato con 365 finestre, una per ogni giorno, 156 porte e arroccato a oltre 1000 metri di altitudine.
16830784_1743450879303221_7460231629996105173_n.jpgMa andiamo con ordine, Canfranc è una cittadina spagnola situata nell’Aragona, la maestosa ha tutto per sedurre, nonostante una storia oscura ed anche complicata. Provate ad immaginare un gigantesco edificio perso nel mezzo del nulla, stretto tra le montagne. Immaginate una stazione internazionale inaugurata in pompa magna dal Re Alfonso XII, un hotel di lusso, un lungo molo, scale in marmo, un buffet, un traffico continuo. Ma era solo un sogno svanito molto presto…
Oggi solo un treno arriva un paio di volte al giorno. Le banchine sono vuote , le finestre sprangate, le scale non agibili.
Costruito agli inizi del XX secolo, la Spagna pensa a Canfranc come un gioiello, un esempio da esibire al mondo della sua alacrità: si devia il Rio Aragona, si smuovono 18 ettari di terreno, si scavano 16 gallerie e 5 viadotti.

Per la classe dirigente di Spagna Canfranc é destinata a diventare la stazione internazionale che apre i Pirenei al traffico passeggeri e merci. Inaugurata poco prima della crisi economica mondiale del 1929, la stazione non porta i benefici sperati. Poi arriva la guerra civile spagnola, e la seconda guerra mondiale. Ed è qui che la stazione passerà alla storia per un motivo scuro.
In primo luogo la stazione è occupata dai tedeschi, solo per evitare che sia una via di fuga verso la Spagna. 16649248_1743450912636551_3408620870740950005_n.jpg
Ma Canfranc sarà soprattutto per la Germania nazista, un ottimo punto di transito per un traffico d’oro di grandi dimensioni. Trascorsa la parentesi bellica la vita della stazione riprende di nuovo, i collegamento sono riaperti, l’attività prosegue fino al 1970, quando un treno merci farà il salto dal ponte Estanguet, terminando la sua corsa dopo essere scivolato su rotaie smerigliate.

16830885_1743450882636554_9109803662843702969_n.jpgEd oggi la stazione Canfranc, è aperta ai quattro venti, non è cambiato molto in 20 anni, se non le erbacce che continuano a a crescere sui vagoni abbandonati.

Cosa ne pensate? Canfranc può essere lo scenario per un’avventura a tinte gialle? Oppure il palcoscenico di una storia d’amore e di riscatto?

 

screenshot_439 Cristiano Pedrini

 

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